Gli youtuber a EDUCA: non potete togliere il cellulare ai vostri figli

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Youtuber Palazzo Fedrigotti 9 festival dell educazione educa 2018 ALGORITMI EDUCATIVI 2gg
Claudio di Biagio e Matteo Fumagalli, giovani protagonisti di una narrazione sospesa fra digitale e reale, fra tradizione e innovazione, hanno intrattenuto il numeroso pubblico presente a Palazzo Fedrigotti nell’incontro promosso dalle Casse Rurali Trentine. Ad ascoltare in sala tanti giovani, ma anche i loro genitori.

Due affermati youtuber hanno condotto il pubblico di EDUCA, moderati dal giornalista di Radio Dolomiti Gabriele Biancardi, a vedere da un punto di vista meno stereotipato il mondo dei social media. Uno strumento che può anche trasformarsi in una straordinaria occasione attraverso cui le nuove generazioni veicolano idee, contenuti e cultura, reinventano il concetto di memoria storica o semplicemente grazie ai quali possono crearsi nuove opportunità professionali.
Da una parte Claudio Di Biagio, ex youtuber, regista e conduttore della trasmissione Me Anziano You TuberS su Radio2, e attore del libro: “Si stava meglio. In viaggio con mia nonna lungo un secolo di storia italiana”. Un itinerario nel passato in cui Di Biagio si è confrontato con alcuni testimoni del secolo scorso: ma la grande protagonista del libro è nonna Lea che ha insegnato all’intraprendente nipote una massima da annotare: “non basta ricordare, bisogna sapere di ricordare”. Un libro di carta che deve molto anche alla promozione digitale. Esistono sia in Italia sia all’estero, anche i cosiddetti BookTuber, che recensiscono romanzi attraverso video sui loro canali YouTube.
Tra di loro l’altro protagonista della serata, Matteo Fumagalli, venticinquenne lombardo, che si è fatto conoscere per le sue stroncature ai libri “trash”, ma anche per i video dedicati ai “classici” della letteratura. Fumagalli sforna quasi ogni giorno, per i suoi 45 mila followers, video-recensioni girate nella sua camera con una webcam.
Molti i consigli elargiti dai due professionisti ai giovani che volessero avvicinarsi al mondo della videonarrazione: “La maggior parte degli youtuber della nuova generazione – ha esordito Di Biagio – ha milioni di followers per video che però sono privi di contenuto. Prendete Favij, un modello per milioni di adolescenti. Un professionista che è un ragazzo intelligentissimo ma si è incastrato in un personaggio: quello dell’amico virtuale che fa cose sciocche per farti ridere. Ed è davvero complicato gestire questo tipo di fama. E soprattutto uscire da una macchina gigantesca che vuole che tu sia sempre e solo quel personaggio”.
Matteo Fumagalli si è unito all’analisi: “Sì, bisogna ricordare ai ragazzini, e far vedere loro, che ci sono youtuber eccezionali che fanno corsi di matematica o di chimica e si stanno creando uno zoccolo duro di followers, magari non quantitativamente enorme ma di qualità. Il segreto credo che sia in due elementi: trovare un argomento valido o utile e comunicarlo con una chiave di lettura originale e diretta.”
Molte le domande e gli interventi dei genitori e dei ragazzi presenti in sala, in particolare interessati a capire come poter far breccia nel mondo dei giovani internauti. “Il cellulare non potete toglierlo ai vostri figli. Fatevene una ragione – ha ironicamente provocato il pubblico Di Biagio. Di solito i genitori o sono rassegnati o hanno un atteggiamento proibizionista. Io consiglierei invece agli adulti di usare il cellulare insieme ai propri figli. Magari di inventarsi una ‘giornata internet’ al mese in cui stare alzati fino a mezzanotte con loro e discutere insieme di contenuti, modalità di utilizzo”.
Alla domanda secca di Gabriele Biancardi su quale sia la cosa più pericolosa e più positiva del web la replica di Fumagalli è stata altrettanto concisa e diretta: “La cosa che più mi spaventa è la chiusura che crea questa infinita accessibilità. Può sembrare un paradosso, ma molti social media, tra cui Facebook, ci riempiono di informazioni tarate sui nostri gusti. Ci fanno ogni giorno diventare sempre più solo noi stessi con pochissime aperture. La cosa più potente invece – ha concluso il 26 enne booktuber – è la capacità di creare nuovi linguaggi. Come ad esempio i meme. Dal mio punto di vista è meraviglioso che si possa gestire una comunicazione intera con persone di lingue completamente diverse, attraverso un botta e risposta fatto esclusivamente di meme. Mi da un senso di universalità di linguaggio. Di una base comunicativa per unire le culture”. educa educa