APPROVATO AL SENATO IL REATO DI TORTURA

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Tempi duri per gli interrogatori in stile americano. L’Assemblea del Senato ha approvato il delitto di tortura nell’ordinamento italiano. Il testo passerà ora all’esame della Camera.

Questo prevede l’introduzione nel codice penale degli articoli 613-bis, che disciplina il delitto di tortura, e 613-ter, che incrimina la condotta del pubblico ufficiale che istiga altri alla commissione del fatto.

Se da parte di alcuni vi sono state delle proteste inerenti all’introduzione di un semplice reato, è altresì vero che la norma creerà non pochi problemi alle forze di polizia. L’introduzione dell’art. 608 bis infatti ha previsto indirettamente la scomparsa degli interrogatori, visto che è stato prevista una reclusione dai 3 ai dieci anni per tutti coloro che eserciteranno pressioni fisiche ma soprattutto mentali nei confronti di persone interrogate.

Quindi l’interrogato potrà denunciare le forze di pubblica sicurezza per vedere annullata l’eventuale confessione e far si che l’agente da indagatore diventi indagato.

È stato inoltre previsto il divieto al respingimento o all’espulsione o all’estradizione di una persona verso uno Stato nel quale esistano motivi di ritenere che essa rischi di essere sottoposta a tortura. Tale concetto, sebbene perfettamente valido nei casi più eclatanti, presenta numerose contraddizioni. Attualmente gran parte di coloro che sbarcano sulle coste italiane si dichiarano rifugiati o profughi, quindi è stata minata la legge Bossi-Fini inerente l’immigrazione clandestina definitivamente.

Norma sbagliata? In parte visto che è giusto intervenire contro coloro che possono usare strumenti di violenza fisica o mentale nei confronti di persone, altresì è da ricordare che vi è il sostanziale rischio che la nuova legge possa essere interpretata in maniera radicale, ovvero non farebbe altro che danneggiare il lavoro di chi si adopera ogni giorno per la giustizia.

Il tutto poteva essere risolto, al fine di creare una norma ponderata, affermando che si parli di tortura solo quando si riscontrino “più atti di violenza o minaccia”. Una sola parola poteva offriva tutela sia alle forze dell’ordine, che sarebbero state colpevoli solamente nel caso in cui vi fossero stati ripetuti comportamenti illeciti, sia alle semplici persone, che sarebbero in tal modo tutelate dalla legge.

Saranno tempi duri per il Commissario Montalbano.

Michele Soliani

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