ARMENI: IL GENOCIDIO NEGATO

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Ad inaugurare la nuova “età buia” dopo il medioevo fu il genocidio degli Armeni, il primo tra i massacri compiuti nel ‘900, accomunati tutti dagli stessi fini e quasi totalmente dissociati dai motivi che causarono lo scoppio delle due guerre. Proprio per questa mancanza di un collegamento diretto tra le guerre e gli stermini il ‘900 può essere considerato un periodo buio, come fu il Medioevo, anche se i motivi che spingono a questa etichettatura sono molto diversi. Se da una parte il Medioevo è stato un secolo di numerosissime guerre, epidemie, crisi economiche, e arresto del progresso tecnologico, il ‘900 ha subito una profonda crisi dei valori etici dell’Uomo. Il fine comune a tutti i genocidi del Novecento infatti è la volontà di sterminare un’etnia, in maniera metodica e senza eccezioni: un’eliminazione storica, politica, culturale.

Nello specifico caso armeno, questo popolo fu eliminato dalla Turchia tra il 1915 ed il 1923, comportando la morte di un milione e mezzo di persone. Inizialmente gli uomini armeni venivano costretti all’addestramento militare, poi arruolati coattamente nell’esercito. Successivamente toccò alla popolazione civile, che subì un violento massacro. I superstiti venivano espropriati di tutto e condotti nel deserto per una lunga marcia, dalla quale nessuno tornava. I pochissimi fortunati a scampare alla morte furono dei bambini, educati dal partito secondo i canoni islamici.

A fomentare le persecuzioni fu il partito dei Giovani Turchi, mosso da estremizzati ideali di nazionalismo; essi volevano riformare la nazione turca con criteri di omogeneità etnica e religiosa. La nazione armena, oltre a non essere di fatto turca, e quindi colpevole anche solo per questo motivo, era anche cristiana: questo significa che era una pericolosa finestra aperta sull’occidente, il quale poteva contaminare il progetto dei Giovani Turchi.

Ad oggi la Turchia non ha ancora ammesso alcun genocidio; le informazioni in nostro possesso derivano soprattutto, come in molti altri casi di genocidio, da alcuni Giusti, tra i quali l’Italiano Giacomo Gorrini.

Luca Dalle Mese

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