Asessualità, se il sesso non è tutto

L’asessualità è la mancanza di attrazione sessuale o desiderio per il sesso e interessa il 2% della popolazione mondiale.

Quella che è stata definita “una minaccia per la specie” non è una scelta: per alcuni è un processo semplice, per altri è più complicato ed è profondamente diverso dal credere che il sesso sia sbagliato o faccia schifo. Semplicemente, non lo si ritiene una cosa per sé e, di conseguenza, non lo si ricerca.

Già Alfred Kinsey nel 1948 aveva classificato le persone asessuali nella categoria Xs, la quale non si identificava né con gli etero né con gli omosessuali. Nel 2014, uno studio condotto da Yule, Brotto e Gorzalka (Università di British Columbia) ha provato a sviluppare un questionario di auto-valutazione della propria asessualità. Il risultato è stata la Asexuality Identification Scale (AIS), un questionario di 12 domande in cui punteggi elevati indicano una maggiore tendenza all’asessualità.

La comunità asessuale si è costituita su Internet nel 2001 grazie al sito AVEN (Asexuality Visibility and Education Network), che contiene un archivio ricco di informazioni e definizioni relative a questo orientamento sessuale.

Sul sito si legge che “le persone asessuali hanno gli stessi bisogni emotivi di tutti gli altri e sono altrettanto capaci di formare relazioni intime”. Molto spesso, il poco desiderio per il sesso è inversamente proporzionale alla voglia che gli asessuali hanno di costruire relazioni libere da coinvolgimento fisico.

Ci sono diverse sfaccettature dell’asessualità: esistono asessuali che non si sentono attratti da nessuno neanche romanticamente, preferiscono relazioni di amicizia e si definizioni “aromantici”.

Per gli asessuali che vogliono una relazione romantica, invece, ci sono diverse possibilità: legarsi ad un altro asessuale, non stare con nessuno o stare con una persona permettendole di avere rapporti sessuali fuori dalla coppia, oppure scegliere di accontentare l’altra persona o scegliere una persona disposta a rinunciare al sesso.

Talvolta alcuni asessuali possono sentire la necessità di masturbarsi. Nella maggior parte dei casi la masturbazione è vissuta come gesto meccanico teso a soddisfare esigenze fisiologiche, di alleviamento di tensione e stress.

Non tutti gli asessuali sono vergini come si potrebbe pensare: molti di loro hanno sperimentato il sesso e sono in grado di avere rapporti; tuttavia, non trovano nel sesso la loro ‘dimensione’ o lo ritengono inadeguato o superfluo per esprimere loro stessi o per relazionarsi agli altri.

Come si legge sul sito della comunità, l’asessualità e la sessualità non sono concetti “bianco o nero” e molte persone si identificano a metà tra le due, la cosiddetta Gray-Area. Due esempi di Gray-Asexual sono i demisessuali e i semisessuali: i primi riescono ad avere rapporti solo se c’è uno stretto coinvolgimento emotivo con l’altra persona; i secondi, invece, non provano piacere finché non ci sono situazioni particolari, come un forte legame emotivo o finché non trovano qualcuno attraente a livello sessuale.

Da una testimonianza di un asessuale, si legge:”Essere asessuali vuol dire essere capiti pochissimo, essere una minoranza all’interno della comunità LGBT+, che è a sua volta una minoranza”. Purtroppo la conoscenza dell’uomo procede per etichette e definizioni, il che agevola la comprensione dal punto di vista scolastico, ma uccide quella dal punto di vista umano.

di Antonella Gioia

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Informazioni su Antonella Gioia 37 Articoli
Classe 1995, di origini lucane, laureata in Scienze politiche, sociali e internazionali, frequenta attualmente il primo anno di magistrale in Comunicazione pubblica e d'impresa a Bologna. Innamorata della sua terra, appassionata di libri, attratta dai dettagli trascurati, interessata a tutto ciò che riguarda il marketing e la comunicazione. La penna è la sua parte migliore e la curiosità è il suo difetto più grande.