Austria: richiedente asilo espulso perché “non abbastanza omosessuale”

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Continua l’opera di controllo dei richiedenti asilo sul suolo dell’Austria del nuovo cancelliere Sebastian Kurz, alla guida della maggioranza tra i popolari dell’OVP e i nazionalisti dell’FPO.

La notizia delle ultime ora è quella di un giovane afgano che sarebbe stato espulso in quanto non abbastanza omosessuale. Il ragazzo fece infatti richiesta d’asilo in Austria, dichiarando di essere omosessuale. Essendo l’omosessualità considerata un crimine in Afghanistan, una permanenza nel Paese asiatico avrebbe comportato delle persecuzioni, se non anche una condanna a morte.

Tuttavia le autorità dell’Austria hanno sostenuto che non ci sia nulla per sospettare un’omosessualità, “Né come aspetto, né come comportamento e nemmeno per il vestiario“. Va inoltre detto che in Afghanistan vigono anche delle tradizioni in controtendenza con la legge islamica: non sono infatti nuovi casi di minori “accompagnatori” di uomini potenti o di signori della guerra.

Le autorità hanno a lungo valutato il ragazzo e hanno registrato che non solo questo conducesse, nella struttura che lo ha accolto in Austria, una vita piuttosto solitaria, ma che anche durante le uscite questo non frequentasse nessun presunto omosessuale.

Il ragazzo ha inoltre ammesso di non aver mai baciato un uomo e a nulla è valso l’aver dichiarato di aver provato attrazione verso altri maschi sin dall’età di dodici anni: per l’Austira deve essersi trattata di un’invenzione, dal momento che non sono presenti in Afghanistan spunti sessuali nella moda o nella pubblicità che possa far pensare a una sessualità definita già all’età di dodici anni.