Verona ricorda i 170 anni dalla battaglia di Santa Lucia  e la storica impresa delle truppe austriache del maresciallo Radetzky che riuscirono a contenere la superiorità numerica dell’esercito piemontese del re Carlo Alberto di Savoia, deciso a conquistare tutti i principali capisaldi austriaci della città. L’associazione Pasque Veronesi ha rievocato questa mattina, nel quartiere cittadino, la battaglia, facendo memoria dei caduti dell’esercito imperiale, che in buona parte erano lombardo-veneti. Al grido di “Viva l’imperatore” hanno sfilato militi in divisa imperiale austriaca, nelle bianche uniformi austriache del 45° Imperial-Regio Reggimento Arciduca Sigismondo, costituito interamente da veronesi, rodigini e vicentini. Alla cerimonia era presente anche il deputato leghista Vito Comencini.

“A distanza di 170 anniha detto il parlamentare del Carrocciorimane l’orgoglio per il coraggio dimostrato dai soldati lombardo veneti, decisi a difendere le proprie terre e valori. Dal 1814 al 1866 furono 500mila i soldati lombardo-veneti che militarono nell’esercito austriaco; un soldato su tre del maresciallo Radetzky era italiano. A Santa Lucia furono proprio i reparti veronesi in divisa austriaca a mettere in fuga i piemontesi e a essere decorati al valore per la loro fedeltà all’imperatore. La loro impresa rimane scolpita nella storia ed è un insegnamento per tutti i posteri. Se allora la minaccia erano i Savoia, oggi è rappresentata da chi vorrebbe estirpare le nostre radici nel nome di un mondo tutto uguale, omologato, globale, popolato da individui senza storia né identità, e quindi senza futuro. La resistenza a tutto questo si costruisce con la memoria, con la cultura, con la fierezza dell’appartenenza”.
Lo scontro tra eserciti rivali si snodò per diversi quartieri cittadini e fu il più sanguinoso della prima guerra d’indipendenza: costò infatti la vita  a 182 soldati (110 piemontesi e 72 austriaci); 966 i feriti (di cui 776 piemontesi) e 87 i dispersi, austriaci.
A Santa Lucia diversi segni ricordano ancora la storica battaglia, tra cui la ‘ferita’ dei cannoni piemontesi sul campanile della chiesa e il cippo commemorativo austriaco.