BERLATO (PPE/FI), CON FECONDAZIONE ETEROLOGA MANCA CERTEZZA ORIGINI BAMBINO

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“Non c’è da gioire per la scelta della Consulta, non si sono rispettati i criteri etici e  così  mancherà la certezza delle origini per il bambino, che si troverà ad avere un genitore biologico con cui non avrà mai contatti”. Commenta così Sergio Berlato, deputato al Parlamento europeo del Ppe/Fi, la notizia della sentenza  della Consulta che ha dichiarato l’illegittimità della norma della legge 40 e che quindi da il via libera alla fecondazione eterologa e aggiunge: “La questione di un bambino che si troverà ad avere un genitore sociale differente da quello biologico è molto delicata e  non poteva e doveva essere sottratta al dibattito di chi ha visioni contrapposte, come invece è avvenuto visto che la decisione ultima è spettata ai giudici”.

“Non dimentichiamo poi- sottolinea il deputato europeo- che la realtà è ben diversa da quella di cui si parla, perché trattasi non di donazione di gameti, ovociti e di seme, bensì di reale compravendita, con donatori che quasi nella totalità dei casi vengono remunerati. Un mercato del corpo umano che un paese che si consideri civile non può tollerare”.

“L’Italia è un paese strano – conclude Berlato- in cui esiste il diritto alla fecondazione assistita eterologa ma fondamentalmente è scomparso il diritto all’adozione, “cannibalizzato” dalla burocrazia, dalle lunghissime attese per le risposte alle domande, dalla rigidità dei tribunali e dai costi sempre più proibitivi: si tuteli  e non si scoraggi innanzitutto chi sceglie questa strada”.

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