Lo scorso venerdì sera alla Sala Filarmonica di Trento nell’ambito di Green Week Festival della Green Economy, si è tenuta “BLUE REVOLUTION, l’economia ai tempi dell’usa e getta”, una conferenza teatrale con Fabrizio Stasia da un’idea di Nadia Lambiase, Alberto Pagliarino e Paolo Piacenza.

La sala era gremita di gente e pur essendo stato un monologo di un’ora e mezza l’attenzione generale non è calata un secondo. Grande l’interpretazione di Stasia ma estremamente coinvolgente il tema. C’è un’alternativa alla teoria economica proposta da Adam Smith che recuperi l’umanità dell’uomo? C’è speranza per il continente grande quanto l’Europa e fatto interamente di plastica che si è creato nell’Oceano Pacifico? Si possono conciliare business e ambiente?

Nadia Lambiase, una delle coautrici e presidente di Pop Economix, racconta:

“BLUE REVOLUTION, l’economia ai tempi dell’usa e getta è la seconda produzione di Pop Economix ed è nata dall’esigenza nostra, ma anche del pubblico, di scoprire se esiste anche un altro modello di economia e come raccontarlo. Abbiamo quindi accolto la sfida e abbiamo trovato il paradigma dell’economia civile. Facciamo intravedere Antonio Genovesi, un economista del 1700 italiano che nessuno conosce perché ha prevalso l’idea di Adam Smith e la sua interpretazione da parte dei Chicago Boys.

L’idea iniziale era di raccontare un’economia generativa, volevamo raccontare tutte le anime della responsabilità sociale d’impresa, quindi impresa e ambiente, impresa e governance, impresa e giustizia sociale, ma poi abbiamo preferito concentrarci solo sull’ambiente. Il paradigma teorico di riferimento è stata l’economia circolare e così abbiamo usato la plastica come protagonista forte e poi due eroi: Charles Moore, che scopre il danno della plastica e lo porta all’attenzione, e un ragazzino americano che mette su una start-up e sta fedele ai principi dell’economia circolare, mostrando come umanità e soldi possano coesistere.”

La teoria di Genovesi che potrebbe rivoluzionare il concetto di economia sta propria nell’idea che l’uomo non necessariamente deve essere egoista per perseguire l’interesse generale, non è necessario il motto di Steve Jobs “stay hungry, stay foolish” per muovere il mercato. L’essere umano possiede un istinto intrinseco verso la cooperazione e la solidarietà che può ancora riscoprire e usare per concretizzare la speranza di risanare, almeno in parte, i danni provocati al pianeta sviluppando contemporaneamente l’economia. Stay human!

Nasce da qui anche l’idea di creare l’app “Mercato Circolare” per dare la possibilità a chi vuole di approcciarsi a un consumo diverso.

“È sempre stravolgente. La gente è toccata, si riconosce nei comportamenti raccontati e nel desiderio che qualcosa di diverso si può fare. Lo spettacolo funziona perché ti coinvolge e ti tocca, l’idea della app è per dare uno strumento concreto per orientarti e orientare al consumo diversamente, se lo si vuole fare.” spiega Nadia.

“Gli uomini sono come alberi di vite, si sorreggono l’un con l’altro. Questo è il segreto della felicità. Nessuno basta a se stesso. Questo diritto si chiama umanità.” – Antonio Genovesi.

 

Di Ingrid Salvadori

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