CANNABIS. TORINO DICE « Sì »

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Il Consiglio Comunale ha approvato due mozioni presentate da Marco Grimaldi (Sinistra Ecologia e Libertà) e Silvio Viale (Radicale, eletto nel Partito Democratico), a favore di un eventuale dietro front sul consumo di droghe leggere.

Gli ordini del giorno infatti, sono due.  Il primo, rivolto alla regione Piemonte, con una esplicita richiesta di omologazione al passo già fatto da Toscana , Veneto e Liguria in favore dell’uso terapeutico della marijuana. Il secondo, ben più ampio e generale: è una richiesta al Parlamento di abolizione della legge Fini-Giovanardi, al fine di poter consumare cannabis anche a scopo ricreativo.

Le tre Regioni sopracitate, infatti, hanno approvato la diffusione di medicinali cannabinoidi ad uso esclusivamente medico. In più, hanno approvato all’unanimità una legge regionale per la distribuzione di preparati a base di marijuana, negli ospedali, ma anche in farmacia.

I Consiglieri che hanno votato per la proposta dell’abolizione della Fini-Giovanardi, hanno dichiarato che la legge stessa rappresenta uno dei principali motivi di sovraffollamento delle carceri. La proposta, dunque, è quella di dare “il via libera” alla produzione ed alla vendita di cannabis, come già accade in altri Paesi, anche europei. Dichiara uno dei Consiglieri del M5S , cavallo di battaglia delle due mozioni, che « il Parlamento dovrà affrontare il passaggio da un impianto di tipo proibizionistico, a uno di tipo legale della produzione e della distribuzione delle cosiddette droghe leggere ». Sulla vicenda e sul voto, il sindaco di Torino, Piero Fassino, ha preferito astenersi.

Sui Social Network e sul web già spopola la notizia, ma spesso si è vittima di disinformazione o mere supposizioni: è importante ricordare che i comuni non hanno potestà di legiferare, come sancito dalla Costituzione Italiana  ( Art. 117 ); si tratta quindi, di una semplice richiesta, un’indicazione per il Parlamento. Tuttavia il comune di Torino non è decisamente il primo a fare un passo avanti in questo senso: numerose associazioni, come « Legalizziamolacanapa » o « Free Weed » , combattono questa causa da anni, ormai.

Non ci resta dunque che aspettare e vedere se, nonostante il clima  economico e sociale così teso, il Parlamento avrà modo di affrontare questa situazione.

 

Andrea Gelich

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