I CENTRI SOCIALI E LE OCCUPAZIONI ABUSIVE

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L’abusivismo in Italia è una tragica macchia delle amministrazioni locali, che non sempre agiscono in maniera soddisfacente per assicurare la parità dei diritti tra tutti gli utenti dei vari terreni ed immobili nel territorio. Tra gli occupanti abusivi più assidui ci sono i centri sociali. Il loro scopo è promuovere attività per il popolo, che spaziano dalla cultura, alla ricreazione, alla politica, all’aggregazione per scopi comuni.

Nella maggior parte dei casi l’occupazione avviene per mano di militanti di estrema sinistra che si stabiliscono in locali dismessi o fatiscenti; condizione che comunque non rende legale l’atto.

Ladri alla luce del sole dunque, che il più delle volte agiscono indisturbati dalle istituzioni pubbliche. Si cita per esempio l’occupazione di Casa Madiba a Rimini, l’appropriazione della sede dell’ex dogana a Trento da parte del Cs Bruno, fatto sgomberare e multato con 467 mila euro di sanzione, oppure le occupazioni a San Siro del Cs Cantiere. Spesse volte questi centri sociali si macchiano di altre azioni illegali. Come nel caso del Cs Cantiere, accusato dall’associazione culturale Katyn di manifestazioni violente, imbrattamento di muri, manifesti abusivi, intimidazioni, spedizioni punitive, istigazioni a delinquere.

I centri sociali hanno dato prova di violenza perfino alla manifestazione tenutasi a Trento lo scorso febbraio in ricordo delle vittime delle foibe. Protagonista sempre il Cs Bruno, che ha cercato un contatto con gli attivisti di CasaPound. Tre bombe carta sono state lanciate contro un centinaio di persone che partecipavano pacificamente alla manifestazione commemorativa. Quelle stesse persone alle quali i centri sociali dovrebbero dedicarsi. A far precipitare in maniera grave l’evento sono stati degli anarchici, poi contrastati dalle Forze dell’Ordine.

Forse un’occupazione abusiva può essere giustificata nel caso in cui venga utilizzata per dare rifugio a senzatetto, padri separati, famiglie italiane in difficoltà; in altre parole per dare sostegno ai cittadini che, ricordiamo, è uno degli scopi dei Centri sociali, al quale per esempio CasaPound si adopera. È invece inaccettabile che dei Centri sociali occupino abusivamente stabili per fini non solidali verso il popolo. Perbenisti nel manifesto di intenti, ma di fatto profondamente incoerenti dal momento che rubano soldi allo Stato e, di riflesso, ai cittadini per i quali apparentemente si adoperano. A tal proposito si è espresso Andrea Bonazza, coordinatore regionale di Cpi: “Talvolta legalità e giustizia non vanno di pari passo. Quando lo stato abbandona le sue strutture ma lascia i suoi cittadini sulla strada, il fine giustifica i mezzi. Se realmente esistesse una giustizia sociale per il nostro popolo, non avremo alcun bisogno di occupare stabili di uno stato che pensa a tutti tranne che ai suoi cittadini. Poi, ovviamente, c’è chi continuerà ad occupare unicamente per aver luoghi dove sballarsi… Ma noi abbiamo di meglio da fare.”

Luca Dalle Mese

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