CHARLIE HEBDO E LE LIBERTA’ CIVILI

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A pochi giorni dopo gli attacchi di Parigi, i governi e la classe politica hanno richiesto strumenti più efficaci per combattere il terrorismo. In che modo queste misure si coniugano con i diritti dei cittadini? Qual è l’equilibrio tra privacy e libertà di movimento? Abbiamo incontrato Anna Elżbieta Fotyga, relatrice della sottocommissione per la Sicurezza e la difesa, e Claude Moraes, presidente della commissione per le Libertà civili, la giustizia e gli affari interni.

L’UE è in “guerra contro il terrorismo”? In seguito agli attentati di Parigi, alcuni paesi hanno chiesto un PNR europeo, i controlli alle frontiere più severi e una maggiore sorveglianza di internet per prevenire gli attacchi terroristici. Ritiene che il Parlamento europeo ha un ruolo da svolgere in questa fase?

Moraes – Non credo che sia utile parlare di guerra al terrorismo, credo che questo sia il linguaggio sbagliato. Ciò che il Parlamento europeo e le istituzioni devono fare è capire la storia e capire che siamo usciti da situazioni molto difficili anche in passato. Abbiamo affrontato il terrorismo cresciuto in UE, come in Irlanda del Nord, in Germania, in Spagna …

Capiamo l’urgenza con la quale gli Stati membri vogliono farci andare avanti, come nel caso del PNR, ma faremo il nostro lavoro legislativo molto seriamente. Ci deve essere un equilibrio tra la sicurezza dei cittadini europei, la loro privacy e i diritti fondamentali.

Fotyga – Non la chiamerei una guerra al terrorismo, ma abbiamo sicuramente un problema. Dobbiamo essere molto vigili e dobbiamo unire i nostri sforzi per prevenire il terrorismo, la radicalizzazione dei vari gruppi che si estendono sul territorio europeo.

Vorrei anche aggiungere che il terrorismo in Europa non riguarda solo l’islamismo radicale. Abbiamo anche situazioni pericolose nei nostri confini orientali, come l’aggressione russa in Ucraina.

Il gruppo ECR è stato per molto tempo a favore dell’adozione della direttiva PNR. So che significa una più stretta cooperazione dei servizi segreti e uno Stato che sorveglia l’attività dei servizi segreti. Siamo tutti preoccupati per i valori democratici, ma il pericolo del terrorismo è lì e dobbiamo evitare altri attacchi terroristici. Penso che la direttiva PNR dovrebbe essere adottata con molte misure di sicurezza per garantire i diritti dei cittadini.

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