CONTRACCEZIONE D’EMERGENZA. IL PAESE DI PULCINELLA

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La decisione dell’Aifa di consentire l’acquisto della pillola per la contraccezione dei 5 giorni dopo senza ricetta per le maggiorenni è sicuramente un passo avanti. “Ma restano alcuni problemi che non si capisce se siano frutto di una svista, di una schizofrenia della autorità preposte o della diffusa “cultura Pulcinella ” che spesso caratterizza le nostre norme.
Perché le minorenni hanno bisogno di una ricetta medica per l’acquisto?”. Così Vincenzo Donvito, presidente ADUC (Associazione Diritti Utenti e Consumatori), commenta la non-decisione presa dell’Aifa in merito alla contraccezione minorile.

“Forse – evidenzia Donvito – il loro corpo non appartiene a se stesse ma ai medici? Oppure si auspica che per una minorenne che ha avuto un rapporto sessuale a rischio, sia meglio che decida da sola se rischiare la gravidanza e poi partorire, mentre per impedire il rischio della gravidanza indesiderata abbia bisogno del medico che le faccia una ricetta (medico che magari per fargliela andrà anche a chiedere il consenso ai genitori/tutori della minorenne)? Questa è la logica che deriva dalla discriminazione della minorenne rispetto alla maggiorenne: decidi da sola per cose che potrebbero essere più complicate per te e la società tutta, non da sola se preferisci non rischiare. C’è più di qualcosa che non ci torna”.

“Infine: come mai per avere la pillola del giorno dopo c’è bisogno della ricetta per tutte le donne (minorenni e maggiorenni), e non c’è bisogno di ricetta per la pillola dei 5 giorni dopo acquistata dalle maggiorenni? Una svista o una qualche elucubrazione cultural-sanitaria?”, conclude Vincenzo Donvito.

[Photocredit www.magazinedonna.it]

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