Corso di sci per profughi. La parola agli organizzatori dell’iniziativa

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Ha destato non poche polemiche la notizia di un corso di sci offerto dai profughi da parte della Scuola di sci di Colle Isarco. In molti hanno espresso la loro indignazione e alcuni giornali hanno ingigantito il fatto. Sono infine intervenuti per fare chiarezza anche gli organizzatori che, dopo aver tolto la foto dalla loro pagina, hanno scritto: 
“Facebook per noi è quello che per una nave è il diario di bordo… ogni giorno rendiamo noti ai nostri 500 amici gli eventi salienti che caratterizzano le nostre giornate…. Meteo, situazione neve, nuovi corsi, qualche barzelletta, gare, e l’evento di un sabato pomeriggio di bassa stagione era appunto il primo contatto con i profughi alloggiati nella ex caserma di Prati di Vizze.”

La Scuola di sci si è risentita innanzitutto perchè l’iniziativa poteva sembrare “una accanita brama di notorietà, una ricerca di pubblicità da parte di una scuola di sci sconosciuta, sperduta in mezzo alle Alpi”.

Per loro nulla di tutto ciò, la loro migliore forma di pubblicità è il duro lavoro retribuito per “portare il sorriso sulle labbra delle persone,la gioia e indimenticabili emozioni nel mezzo di paesaggi alpini incontaminati”.

“Mai ci saremmo aspettati simili cattiverie, indegne della società civile” si legge sul loro profilo facebook. Loro del resto sono una scuola di sci e in determinati casi, a fronte di chi si lamentava dei costi di una lezione, anche gratuitamente. Questi spiegano che “Nel mese di dicembre, il primo sabato di apertura degli impianti organizziamo il “kids snow day”, 25 maestri insegnano gratuitamente lo sci a tutti i bambini che si presentano sulle nostre piste. Valligiani e non, sono tutti benvenuti! Teniamo ulteriori corsi gratuiti in occasione delle “Giornate della sicurezza sulle piste” per chiunque sia interessato”.

Il loro lavoro è quello di insegnare lo sci a tutti, ovvero a bambini, adulti, anziani, americani inglesi o africani, di qualsiasi religione o nazionalità, cultura e anche ideologia politica.
Infine una confessione ironica: “Si signori… abbiamo peccato… metteteci in croce… sabato pomeriggio due dei nostri maestri hanno giocato e si sono divertiti, e non a pagamento, con otto profughi, hanno conosciuto le loro realtà e le loro situazioni di vita… e hanno portato il sorriso sulle loro labbra. Possiamo rassicurarvi che nessuno ha pagato il loro skipass, perché più che qualche scivolata con il sedere per terra non sono riusciti a farla… E gli indumenti necessari provenivano dalla raccolta della Caritas”.
Infine la scuola di sci invita tutti a provare una volta nella vostra vita a regalare una gioia al prossimo invece di spargere zizzania”.

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