ECOSISTEMA SCUOLA DI LEGAMBIENTE: TRENTO E BOLZANO NELLA TOP10

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La scuola è sempre stata considerata un luogo sicuro dai genitori, un luogo scevro da ogni pericolo, dove poter imparare e socializzare in completa sicurezza: il rapporto “Ecosistema Scuola” di Legambiente mostra invece un panorama del tutto differente. Il 32,5% degli edifici scolastici italiani necessita di interventi di manutenzione urgente, che in numeri si traduce in ben 41mila edifici: il problema principe è che la maggior parte delle scuole (58%) risultano essere state costruite prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica del 1974.
Dall’indagine di Legambiente che analizza le condizioni delle strutture e dei servizi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, e che comprende la valutazione di ben 94 capoluoghi di provincia, si evince che il 32,5% degli edifici necessita di interventi urgenti di manutenzione, 9,8% si trova in aree a rischio idrogeologico, il 41,2% è situato invece ad aree a rischio sismico: oltretutto, non solo le zone di costruzione non risultano essere ottimali ma si è registrata una significativa diminuzione delle certificazioni necessarie. Solo il 22,2% delle scuole, secondo i dati del 2013, ha effettuato la verifica di vulnerabilità sismica, il 30,9% possiede il certificato di prevenzione incendi, il 41,9% non possiede il certificato di agibilità igienico-sanitario e il 46,9% non ha proprio il certificato di agibilità.
Questi dati evidenziano una situazione quantomeno drammatica, con una grandissima discrepanza tra nord e sud: la prima città dell’Italia meridionale ad entrare nella classifica è Lecce, che si posiziona al 21° posto: eccelle invece il nord, e in particolare il Trentino Alto Adige, con due città presenti nella top 10. Trento conquista il primo posto per la qualità dell’edilizia scolastica e Bolzano il decimo con l’eccellenza nella somministrazione dei pasti al 100% biologici, insieme a Cuneo, Frosinone, L’Aquila e Pisa. La disparità tra nord e sud si fa vedere anche nel settore investimenti per la manutenzione ordinaria e straordinaria, dove il nord capeggia le classifiche con il doppio di fondi rispetto alle regioni del sud, dove in effetti si riscontra una maggiore necessità di interventi, legati soprattutto al rischio idrogeologico e sismico.
Ecosistema Scuola mostra però anche dei dati positivi, come l’incremento della raccolta differenziata, di edifici dotati di strutture sportive e la crescita di strutture con copertura dei consumi tratta da fonti rinnovabili ( il 42,3%): da notare anche che le nuove strutture scolastiche vengono edificate perlopiù non in prossimità di fonti d’inquinamento, tra 1 e 5 chilometri da aree industriali,discariche,aeroporti e strutture militari.
Vittorio Cogliati Dezza, Presidente nazionale di Legambiente commenta: «La messa in sicurezza e la riqualificazione energetica degli edifici scolastici devono essere uno degli obiettivi prioritari di questo Paese e un’occasione dalla quale partire per creare un altro sviluppo, per contribuire alla rigenerazione urbana, ma soprattutto per far uscire l’edilizia scolastica italiana dall’attuale stato di emergenza in cui si trova. Abbiamo bisogno di scuole più sicure ed energeticamente efficienti. Per questo proponiamo al Governo Renzi di vincolare i prossimi finanziamenti, che erogherà alle Amministrazioni, a progetti che uniscano messa in sicurezza e abbattimento dei consumi energetici del 50% rispetto ai consumi di partenza della scuola. Tra l’altro la stessa direttiva europea 2012/27 Ue sull’efficienza energetica chiede una riqualificazione annua del 3% degli edifici pubblici, un’opportunità che l’Italia non può perdere». Vanessa Pallucchi, Presidente di Legambiente Scuola e Formazione aggiunge: « Sul piano dell’edilizia scolastica rimane tuttora la grande assente, l’anagrafe scolastica, mai pubblicata e preposta a orientare una programmazione interistituzionale costante nel tempo. Occorre, inoltre, una regia nazionale che orienti i finanziamenti su obiettivi di miglioramento qualitativo ben precisi anche consultando quei soggetti della società civile, che abbiano maturato nel tempo competenze specifiche per definire insieme obiettivi di miglioramento strutturale e funzionale degli edifici scolastici. Le nostre scuole devono diventare luoghi di eccellenza, portatrici di una cultura del cambiamento e attente ai bisogni strutturali, ambientali ed educativi».

Cecilia Capurso

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