EMP: “Sono gli uomini a spendere di più online”

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Il principale e-commerce rock d’Europa analizza le abitudini di acquisto dei suoi clienti. Sono gli uomini ad avere un carrello medio più elevato, in particolare nella fascia di età 26-29. Crescono gli acquisti in mobilità, ora al 19% del totale.

Gli uomini spendono mediamente di più rispetto alle donne quando si parla di shopping online: il dato emerge da un’indagine sulle abitudini di acquisto dei propri clienti italiani condotta da EMP, principale e-commerce rock d’Europa, che ha evidenziato alcuni dati e trend interessanti.

In particolare, il carrello medio degli uomini è mediamente più ricco rispetto a quello delle donne (circa il 6,4% in più). Donne che però effettuano più ordini a testa (l’8% in più). Per quanto riguarda invece le fasce di età, il carrello medio più alto degli uomini riguarda i giovani dai 26 ai 29 anni mentre per le donne, la fascia interessata è quella dai 30 ai 39. Sempre tra gli uomini, ad effettuare più ordini a testa sono gli ultra 40enni e le donne fra i 30 e i 39 anni (che effettuano il 7% in più di ordini a testa in un anno rispetto a uomini ultra 40enni).

Questi dati sfatano il luogo comune dello shopping ad appannaggio più o meno esclusivo del gentil sesso”, spiega Alberto Gaglio, country manager di EMP Mailorder Italia. “Ora, con la diffusione esponenziale dei negozi online e l’avvento di nuove tecnologie e applicazioni che permettono di fare acquisti in ogni luogo e momento, vediamo una situazione che sta cambiando in modo evidente.”

Da mobile i dati tendono ad essere più simili: Il carrello medio per uomo e donna è pressoché identico (ma è più basso di quello da desktop di circa il 20%). Le donne effettuano un maggior numero di ordini a testa da mobile rispetto agli uomini (6% in più) e gli uomini della fascia di età 30-39 tendono invece a spendere di più da mobile come ordine medio, idem le donne. E’ interessante notare anche un generale incremento degli acquisti da mobile, che nel 2015 sono stati il 19% degli acquisti totali rispetto al 14% dell’anno precedente.

[Photocredit www.unadonna.it]

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