EUROPA E FONDAMENTALISMI

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Quando esportiamo , i prezzi delle nostre merci sono più alti rispetto ad uno stesso prodotto americano o di qualunque paese che abbia il dollaro a parità di prezzo nelle rispettive valute rendendo l’ Italia meno competitiva. Questo è dovuto anche allo svantaggioso cambio euro/dollaro, il quale ha toccato , il 25 febbraio 2014, quota 1,3770.  

Solo economie forti , come quella tedesca, riescono a sopportare un simile cambio,  il quale danneggia l’ economia reale italiana che necessita di un euro più debole  a fronte di una competitività minore rispetto ai partner europei . Argomento di nicchia di cui non si parla poiché la sola critica alle politiche monetarie della Bce viene vista come espressione di complottismo benché gran parte degli economisti abbia fatto palesemente notare quanto sia stata poco incisiva la politica monetaria della Bce rispetto a quella della Fed.

Quest’ultima , infatti, ha reso l’ economia americana molto più florida con una politica monetaria più espansiva. Ciò significa che una potenziale  vittoria dei partiti euroscettici sarebbe l’ unica risorsa con la quale smuovere la pigra Bce affinché inizi veramente a mettere in atto una  politica monetaria che dia fiato alle nostre imprese che chiedono da tempo un euro debole. Eppure, sembra che questo messaggio , questo “grido di dolore” delle imprese italiane non pervenga a Bruxelles in quanto pochi sembrano importarsi molto del lento declino dell’ Europa del sud .

Emerge chiaramente che  essere euroscettici non significa ,quindi, essere complottisti ma semplicemente far notare come la politica monetaria della Bce non sia in alcun modo allineata con l’ economia reale italiana come se rispondesse solo agli standard tedeschi .

A peggiorare le cose , d’ altronde, è anche la politica di austerity che , basandosi sul tassare maggiormente le imprese rendendole meno competitive rispetto ai competitor esteri, non fa che aggravare una situazione già critica di per sé.  La ripresa europea non giustifica posizioni diverse: è troppo fragile per assicurare un recupero veloce dei disoccupati all’ interno del mondo del lavoro .Il problema riguarda  la divisione netta tra europeisti ed euroscettici con la quale la stampa presenta le varie posizioni in campo come se da una parte ci fosse la perfetta Europa e dall’altra i “diavoli” antieuropeisti spuntati dal nulla chissà per quale motivo.

Più che di politica sembra si parli di religione tanto si sente l’ affannarsi, quasi fondamentalista, che è alla base delle continue risposte degli europeisti i quali, penando a causa di una realtà che contraddice in maniera chiara le loro aspettative, si autoflagellano cercando qualsiasi giustificazione all’esistenza dell’ Europa;un po’  come  i cristiani che  andavano uccidendosi per liberare inutilmente  il sepolcro sacro dalle mani arabe.

Clemente Maurizio

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