GIORGIA MELONI CONTRO FACEBOOK

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E’ di poche ore fa la notizia che lascia in molti sconcertati. Ad essere sotto accusa è ancora una volta il colosso dei social network, Facebook. Non è la prima volta che il social netwoork di Mark Zuckerberg fa parlare di se, e questa volta a portare all’attenzione dell’opinione pubblica un fatto a dir poco disdicevole è Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale.

Proprio la Leader di Fdi-An ha infatti riportato, sulla pagina del suo profilo social di Facebook, una denuncia nei confronti di una pagina blasfema. Non è certo la prima volta che accade e in svariate occasioni più volte il social network ha fatto parlare di se. Questa volta a scagliare l’accusa è proprio Giorgia Meloni che, allertata dal suo staff, si è scagliata contro il fondatore di Facebook. Secondo la leader di Fdi-An, il controllo da parte dei “moderatori” del social network, nei confronti della pagina blasfema dai contenuti ancor più offensivi nei confronti della religione cristiana e di tutti i suoi credenti e non – perché anche di valori si parla – è risultato insufficiente e vano. Proprio così.

La pagina infatti, segnalata da molte persone “inorridite” dai contenuti blasfemi e senza alcun senso logico, risulta (dopo un rapido controllo da parte del personale tecnico di Facebook) ancora attiva. La cosa non è certo passata inosservata e Giorgia Meloni non ha esitato nel denunciare pubblicamente un atto tanto disdicevole quanto inappropriato. Proprio così, inappropriato. Da un social network con milioni di utenti in tutto il mondo ci si aspetterebbe di più, soprattutto quando questo dovrebbe tutelare e preservare un certo senso civico oltre che un’etica nel modo di fare e relazionarsi all’altro. Chiunque esso sia, di qualunque religione e di qualunque etnia. Sempre che Facebook ci consenta di utilizzare il termine “etnia”.

E’ proprio su questo punto che Giorgia Meloni fa leva, denunciando quanta ipocrisia si mascheri dietro alle politiche di censura mosse dal social network. Chissà poi per quale interesse o per quale strano compromesso.

Sta di fatto che quando il segretario federale della Lega, Matteo Salvini, aveva provocatoriamente alzato i toni, appellandosi demagogicamente alla ruspa (simbolo più di un rinnovamento che di vera e propria istigazione alla violenza), per ripulire i campi rom nella quale risiedevano coloro che comunemente vengono definiti “zingari”, Facebook non si era fatto attendere, censurando la pagina di Salvini. Sarà forse che in questo caso una pagina blasfema – su un piano di importanza impostato non si sa su quali strani criteri – fosse meno violenta o istigatoria?

Tralasciando il fatto che nessuno, dovrebbe mai sentirsi in dovere di offendere il credo altrui, a prescindere da qualsiasi pensiero un individuo possa o meno avere sulle credenze o appartenenze ideologiche e culturali di un popolo, questa volta a porsi una riflessione sono in tanti. E in tanti si chiedono a che gioco si stia giocando.

Non è la prima volta infatti, che l’ipocrisia fa da padrona. E anche dopo gli attentati sanguinari avvenuti in Tunisia qualche tempo fa, non è passato inosservato di come le bandiere arcobaleno sui social prevalessero “inappropriatamente”, e se qualcuno provava a “opporsi” – ovviamente con il dialogo, e non bestemmiando o insultando – veniva bannato. Senza alcun giudizio critico nei confronti di questa iniziativa – ovviamente è giusto rispettare il pensiero altrui – ma non sarà che a prevalere sarà ancora una volta il pensiero unico? Perché se per alcune cose ci si oppone si viene “allontanati”, mentre altre rimangono in bella vista quasi fossero nulla in confronto? Che fine hanno fatto coloro i quali si dichiaravo #CharlieHebdo? Sarà mica che la libertà di pensiero faccia comodo solo in alcuni casi?

Sta di fatto che, proprio pochi giorni fa, il giornale americano Nyt pubblicava vignette “satiriche” raffiguranti il Papa fatto di condom e la Vergine con le feci nonostante – proprio in passato – avesse censurato Charlie Hebdo perchè ritenuto troppo blasfemo nei confronti della religione islamica. E ora? Ora “sberluccia” la Madonna, nonostante fino a poco tempo fa si autocensurasse per Maometto.

Bisognerà porsi qualche domanda e chiedersi se non sia ora di rivalutare certi standard ritenuti “rispettosi” dalla comunità di Mark Zuckerberg. Perchè se per la comunità di Facebook tutto ciò rientra negli standard di correttezza, per molti altri tutto ciò rientra in standard pieni di ipocrisia. E dei falsi buonisti si può fare certamente a meno.

di Giuseppe Papalia.

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