IL DISCORSO DI FINE ANNO DI VITTORIO EMANUELE

0
26

Anche Vittorio Emanuele ha fatto il suo discorso alla Nazione.  “Seguendo una consuetudine particolarmente cara al mio Augusto  Genitore, S.M. il Re Umberto II, esco dal silenzio per condividere alcune  riflessioni”. Inizia così il suo appello che poi punta a trattare di crisi e di disagio sociale che possono essere risolti solamente con “un governo forte e di una maggioranza sufficientemente coesa per intraprendere le riforme attese da troppi anni, senza avere timore di  ricorrere a elezioni anticipate qualora ve ne fosse necessità. “ Il principino quindi non si ferma agli auguri e a differenza di Napolitano si augura che il paese vada a elezioni anticipate, qualora ve ne fosse la necessità.

“Travolti dalla frenesia della contemporaneità, non dobbiamo dimenticare  che le risorse del nostro popolo sono infinite e lo abbiamo dimostrato in  tanti momenti difficili della nostra storia. Per questo, è più che mai  necessario che la politica riconsegni la parola «speranza» al nostro  vocabolario, come ci ha recentemente ricordato il Santo Padre  Francesco. “

Il principe ereditario ha anche voluto ricordare i due marò ancora prigionieri in India: “ Il Santo Natale è trascorso senza che i nostri due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone abbiano avuto la possibilità di riabbracciare i  propri cari, sopportando nell’adempimento del proprio dovere  l’umiliazione e il sacrificio.” In merito rinnova la propria solidarietà anche da parte della Real Casa, tratta anche delle celebrazioni per la grande guerra che “è presente in tutte le case attraverso i ricordi e le  testimonianze dei nostri padri. Siamo dunque orgogliosi di Vittorio  Veneto e del Piave! Nessuno può pensare di cancellare queste pagine di  sofferenza e di gioia.

Comments

comments