IL DRAMMA DIMENTICATO DEI DISABILI

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Una storia triste che ci viene raccontata da “La Repubblica”. In una società dove tutta l’attenzione inerente ai diritti sociali è rivolta solamente certe specifiche categorie, ci si dimentica delle persone sfortunate quali i disabili. Parliamo dell’Itsos Albe Steiner in via San Dionigi, a Milano, dove c’è una studentessa diversamente abile al centro di una polemica sgradevole.

I professori affermano che si trattino di incomprensioni ma il solo parlare di ciò denota una crisi di valori e di rispetto del prossimo proprio di fronte alle disavventure della vita. C’è stato infatti qualche ragazzo che ritiene la sua presenza come il motivo per la cancellazione di alcune gite: “Siccome lei è disabile, nessuno potrà andare al pattinaggio o alla giornata di equitazione”, è il discorso di corridoio riferito da qualche studente a casa. Sulla mailing list dei genitori della classe ne nasce subito una diatriba: “Le uscite sui pattini o a cavallo sono di ginnastica – scrive una madre – Credo che tua figlia sia esonerata dalle ore di educazione fisica, quindi perché limitare tutta la classe?”. E un’altra: “Non capisci che oltre ai portatori d’handicap, ci sono mille altre minoranze da tutelare?”.

La coraggiosa madre comunque è riuscita a reagire e ha denunciato anche proposte fatte da rappresentanti di istituto, i quali le hanno proposto di mandare la ragazza “in una scuola speciale per disabili, come si fa all’estero”.

Peccato che la ragazza sia solamente costretta a vivere su una sedia a rotelle, peccato pensare che si proteggano solamente chi compie delle scelte nella propria vita mentre ci si dimentica troppo spesso di chi non ha avuto la stessa fortuna. In Italia non esiste una parola che descriva questa fobia, anche se tantissime persone hanno paura di rapportarsi al disabile perché per anni i disabili sono stati ignorati da una società ignorante e troppo volta alla tutela di certe precisi soggetti.

Lo scorso sedici gennaio, citando brevemente un altro fatto, fu Padova al centro delle polemiche dovute a quanto scritto da una ragazza su facebook. Come riportato dal Secolo XIX, questa aveva detto: “noi non siano né martiri né ricchi, quindi nessuno da noi si aspetta che abbiamo tutto questo buon cuore di accettare la spesa, 600 euro, pur di portate la compagna disabile in Francia”.

Almeno in quel caso le altre compagne hanno difeso la sfortunata vittima.

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