Il “free bleeding”: ovvero non usare l’assorbente durante il ciclo

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Si chiama “free bleeding”, ovvero la decisione di donne che, nei giorni del ciclo mestruale, non fanno nulla per nascondere il ciclo. Niente assorbenti, niente tamponi, niente coppette. “Sì avete letto bene: niente di niente. Si sporcano i vestiti e la biancheria senza problemi”, come ha affermato la giornalista Stefania Carboni su Giornalettismo.

A riguardo aveva fatto discutere il gesto di Kiran Gandhi (una MBA di Harvard, ex batterista del collettivo agit-rock MIA) che corse alla maratona di Londra nel 2015, senza assorbenti. Nel suo blog “A Modern Piece” Kiran ha esaltato la sua scelta. Scelta che finì su tutti i media. Ma da cosa è stata spinta l‘eroina femminista?

Già conosciuto durante la fine degli anni sessanta, il grido femminista è riemerso quando per scherzo nella comunità di 4chan si era cercato di convincere le donne che i prodotti igienici femminili sono una forma di oppressione e non dovrebbero essere utilizzati

Erano stati allora creati appositi account con persone che protestavano contro l’uso degli assorbenti che, scherzo o no, sono attualmente soggetto di un marketing senza scrupoli. Non si trova attualmente una pausa pubblicitaria senza una pubblicità di assorbente, rendendo la cosa certamente non soggetta a censura, ma certamente contrassegnata da un pesante marketing.

Intanto il canale Space Valley ha lanciato un divertentissimo video in cui due ragazzi, con l’aiuto di un manichino dotato di mutandine, cercano di capire quale sia il miglior assorbente in commercio. Come si legge dalla descrizione “Siamo entrati in un supermercato e abbiamo comprato tutte le marche di assorbenti che abbiamo trovato! Le abbiamo messe a confronto sottoponendole a diverse tipologie di sfida, così da proclamare il miglior assorbente!”

 

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