IL MIO PRESIDENTE NORMALE

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E tu chi vorresti al Quirinale? Napolitano è ancora lì, al suo posto, ma già si sprecano pronostici e sondaggi per capire chi ne sarà il successore. Come se la priorità per individuare un buon Capo dello Stato fosse il gradimento collettivo anziché lo spessore individuale, la fama e non il metodo, la popolarità e non lo stile. Mi spiace sottrarmi alla domanda ma l’ignoranza, almeno da parte mia, è troppa: proprio non saprei chi vorrei Presidente della Repubblica. Però so bene, anzi benissimo come lo vorrei: vorrei un Presidente normale. Vorrei un Presidente dal temperamento equilibrato, senza scheletri nell’armadio, né fascista né comunista, senza amici potenti, con un passato ricco di esperienze valide, le idee chiare sui valori essenziali e determinato nell’agire di conseguenza.

Non un supereroe, per carità: un Presidente normale.  Uno vigile sulle priorità ed in grado di firmare tutti i decreti caratterizzati dai requisiti d’urgenza e di necessità, evitando per esempio di dare il proprio placet a pur rilevanti “Disposizioni urgenti in materia di installazione su particolari veicoli di strisce retroriflettenti” e dimenticando però di fare lo stesso per decreti varati all’unanimità dal Consiglio dei Ministri ed aventi il potere di salvare la vita a cittadini che loro malgrado versassero in una condizione di gravissima disabilità quale lo stato vegetativo. Un Presidente attento, insomma, con gli occhi aperti; qualcuno che tenga alto il nome dell’Italia ma consapevole – non solo a parole, possibilmente – dei sentimenti provenienti “dal basso”, e capace, per dirne una, di eliminare i lussi sardanapaleschi del Quirinale senza comprometterne il decoro, di preferire l’essenziale al superfluo.

Un uomo di buona cultura ma che sappia prima di tutto parlare chiaro, con una mente lucida ma prima ancora un cuore semplice, una moglie, dei figli, magari qualche nipote e tanti libri a casa. L’ho detto e lo ripeto: mi basterebbe – e credo davvero basterebbe a molti – un Presidente così, normale. Un uomo non necessariamente iscritto a qualche partito e che, proprio per questo, sappia rispettarli tutti, i partiti, e che desideri lasciare il segno anche nelle piccole cose. Qualcuno che durante il consueto discorso di fine anno, al posto delle solite e soporifere ovvietà, condivida pensieri profondi regalando, perché no, anche qualche sorriso in più; perché le parole passano, ma l’affetto, quando è sincero, rimane ed incoraggia più della migliore arringa. Francamente non ho idea, di quando eleggeranno al Quirinale uno così, un uomo normale. Ma quando accadrà, sono sicuro, sarà un giorno speciale.

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