INCENERITORI: SI USERANNO QUELLI DEI VICINI

0
28

La differenziata a Trento supera il 74% che significa quindi solo il 26% di residuo da trattare con sistemi alternativi, tra recupero al CRM e conferimento nelle attuali discariche, che da 6 anni, essendo al collasso, sono state conteggiate come siti in chiusura. Della primavera scorsa la notizia che entro la fine del 2013 probabilmente le prime due discariche sarebbero state chiuse, mentre ora si è stabilito che presumibilmente alla fine del 2014 chiuderanno tutte le discariche attive, con procedimento per la realizzazione di due microimpianti a Vela, Ischia Podetti e a Taio ex Discarica.

Il resto del Trentino, forse, non produce immondizie? Porteranno le restanti immondizie con i camion adeguati, a Bolzano, nel frattempo, per incenerire lì i rifiuti delle valli adiacenti e della Valle dell’Adige, ma ci resta difficile pensare ai camion carichi di immonde che da Storo o da Canal San Bovo facessero spola con l’inceneritore: giusto 400 km settimanali o due volte la settimana, e paghiamo per questo smaltimento.

Ma niente paura, sarà probabile che dalla vicina Lombardia e dal vicino Veneto, esperienza già fatta in passato, arrivi la disponibilità a collettare immonde da bruciare, fermo restando che poi non ritornino dal Sud le scorie verso l’Alto Adige. Prove già fatte, e quest’esperimento chiuse male, tanto da decidere di cambiare. Ma tant’è. La sfida per l’aggiudicarsi l’appalto non è un fatto da poco, chi affitta l’inceneritore per poco? Quanto si chiede e quanto si da? Le cifre ancora non ci sono, non potrebbero esserci, dato che la resa energetica dipende dal tipo di rifiuto, si attende lo studio di fattibilità.

Il business delle immondizie, l’unico che fino all’estinzione dell’essere umano, poco attento per sua natura, non finirà mai, ha improvvisamente solleticato anche il pacifico Trentino, che mai vorrebbe incenerire, per cui lo lascia fare a Bolzano (ma non siamo nella stessa Regione?!?), con l’implacabile giudizio dei venti dell’Ora del Garda, che al mattino vanno verso destra e la sera verso sinistra, perciò per evitare di respirare l’aria dell’Alto Adige, come soluzione potremmo suggerire un coprifuoco.

Sovviene la proposta di quelli che ormai sono considerati gli arcaici Comprensori, ovvero enti locali, per cui si suggeriva, per ridurre l’inquinamento, di rendere responsabili i singoli territori, dando loro il compito di formare persone che non producono immondizie come se fossero mele o pregiati vini, ma si limitano e eventualmente le inceneriscono con piccolissimi rivalutatori energetici in loco. Non par giusto che i primi della classe debbano sempre essere i parsimoniosi “nonesi” che realizzeranno al momento l’unico rivalutatore energetico del territorio trentino.

Comments

comments