ITALIA, RIFIUTI E DISCARICHE: DALLA CORTE UE MULTA MILIONARIA

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Risale solo a qualche giorno fa la maxi multa inflitta all’Italia per le discariche abusive. Una penalità di ben 40 milioni di euro imposta dalla Corte Europea di Giustizia, per il mancato rispetto della normativa Ue in materia di gestione dei rifiuti e delle discariche. Sanzione a cui si aggiungeranno penalità fino a un massimo di 42,8 milioni per ogni semestre che passerà dalla sentenza fino alla messa in regola delle 218 discariche illegali presenti sul territorio italiano.

“Una sentenza che sanziona una situazione accaduta ben 7 anni fa”, commenta esterrefatto il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, che prontamente ribatte alle accuse, affermando che ” l’Italia si è sostanzialmente messa in regola, passando da 4.866 discariche abusive contestate, a 218 nell’aprile 2013, giungendo fino a sole 45 discariche nell’arco del 2014″. Eppure, secondo i giudici europei, le procedure italiane non hanno saputo garantire la salute umana e la protezione dell’ambiente, soprattutto per i mancati controlli sui rifiuti pericolosi e l’assenza di un sistema che eviti la proliferazione delle discariche abusive.

Metaforicamente parlando, potremmo dire che “l’urgentissima lentezza” della lumaca, incarna il fatto che non si arriva a una soluzione dei problemi tutto in una volta. Ci si arriva passo dopo passo a capire perché le cose stanno in un certo modo, e tuttavia a volte siamo a corto di risposte. Risposte che invece sembra darci l’UE,  ribadendo quanto la multa, sia il risultato di sette anni di richiami, senza dimenticare le centinaia di procedure aperte ogni anno e che arrivano a una sanzione solo in casi di perduranti ritardi. Di conseguenza, dichiara la sentenza, «l’inadempimento perdura da oltre sette anni» e «le operazioni sono state compiute con grande lentezza» tanto che «un numero importante di discariche abusive si registra ancora in quasi tutte le regioni italiane». 

Niente di nuovo insomma, ragion per cui la Commissione Ue ha ritenuto che l’Italia non avesse ancora adottato tutte le misure necessarie per dare esecuzione alla sentenza del 2007. In particolare, 218 discariche situate in 18 regioni (su 20) non erano conformi alla direttiva rifiuti, sedici discariche contenevano anche rifiuti pericolosi e per cinque discariche l’Italia non aveva dimostrato che fossero state oggetto di riassetto o di chiusura in linea con quanto richiesto dalla Ue. E giusto per non farci mancare nulla, quattordici di queste non erano conformi neppure alla direttiva rifiuti pericolosi. Un primato mica da poco, che ci consegna un bel “montepremi” di 40 milioni di euro da versare, oltre che una penalità di 42,8 milioni per ogni semestre a partire dal 2 dicembre fino all’esecuzione della sentenza del 2007, ( la multa forfettaria più pesante mai inflitta dalla Corte europea dal 1992). Tuttavia, dai 42,8 milioni, ogni volta che una discarica con rifiuti pericolosi sarà messa a norma saranno detratti 400 mila euro e 200 mila per ogni altra discarica. Che questo possa servirci da lezione per diventare più responsabili ?

Responsabilità che il ministro Galletti, sembra non volersi addossare assieme al suo PD, ostentando sicurezza e concludendo dicendo che “andremo in Europa con la forza delle cose fatte per chiudere i conti con la vecchia e pericolosa gestione” e “per non pagare nemmeno un euro di quella multa”.

Forse i responsabili di tutta questa situazione non hanno avuto tempo per dedicare al tema un impegno adeguato? O sarà che forse sono impegnati a fare qualche altro tipo di riforma che con l’ambiente non centra nulla? Ciò che è certo è che dovremmo tutti essere più attenti al territorio in cui viviamo, sperando di non dover vedere prossimamente nuovi aumenti sulla tassa dei rifiuti.

Giuseppe Papalia.

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