“ITALI'”: TERRA DI EMIGRANTI DI NUOVA GENERAZIONE?

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La nave dei Mancuso viene sostituita dagli aerei di importanti compagnie; il “sogno americano” fatto di fiumi di latte e carote giganti diviene speranza per la realizzazione di progetti lavorativi, che costringe il protagonista di questo nuovo film a far le valigie e lasciare la penisola. Le telecamere non sono più manovrate dal regista Giuseppe Crialese, ma da una sorta di Big Brother, che inerte osserva i giovani laureati italiani alla volta del “Nuovo Mondo”.

Ed il contesto non è la Sicilia durante la grande emigrazione in America, ma il 2014 italiano, in cui gli attori recitano le battute scritte da una lenta burocrazia che trae ispirazione dallo sperpero di denaro nazionale. Attorniato da un cast a dir poco scadente, il giovane laureato italiano decide di cercare fortuna altrove, abbandonando il set di un’Italia malandata ormai nelle mani avide della compagnia teatrale dei buffoni del governo. L’Italia è diventata una tragedia greca, un film da Oscar per la sua drammaticità. Dominata da una crisi permanente, l’incapacità governativa di risolvere i problemi creati da incompetenze precedenti non permette il risollevamento economico e sociale. Alle prese con la fossilizzazione economica, gli italiani si trovano disarmati di fronte all’irrimediabile circolo vizioso pubblicizzato dallo slogan “lavorare per pagare”.

Prima IMU, poi TASI, incentivi per le aziende ma mancanza di assunzioni. Il governo non sa più che “pesci pigliare”, tanto da arrivare al punto di voler sacrificare anche il “salvabile” della nostra legislatura, l’articolo 18. Di fronte ad un tale disastro, anche i giovani talenti nostrani si vedono costretti ad abbandonare la propria terra per poter soddisfare la loro ambizione. I dati forniti dal blog “La fuga dei talenti” sono allarmanti: nel 2013 i giovani che si sono trasferiti all’estero, considerando solo la regione Veneto, sono stati 8.743; su base nazionale, quelli che hanno trovato lavoro sono stati il 48% rispetto al 34% di quelli rimasti.

Paradossalmente gli studenti italiani sono tra i più preparati d’Europa, ma non riescono a mettere a disposizione della collettività le proprie competenze. Così le altre nazioni, in particolare Inghilterra, Germania e Svizzera, si prendono gioco dell’Italia, sottraendole le menti brillanti che ha forgiato. Naturalmente oltre “a chi va” ci sono anche quelli “che vengono”.

L’immigrazione, è diventata un problema grave. In proporzione i soldi spesi per tale fenomeno superano la scarsa qualità dei servizi offerti agli immigrati. Non tutti mantengono il silenzio, e nel caso specifico del comune di Ferrara, Paolo Baiamonte, segretario della Cisl di Ferrara,in una lettera riportata nel sito www.Estense.com, e pubblicata on-line il 18 Settembre 2014, pone importanti quesiti riguardanti richieste di denaro non indifferenti

– 1.000.300 mila euro spesi dall’Asp nel periodo 11/06/2011 – 31/12/2012;

-3,5 milioni chiesti dal Comune per il triennio 2014/2016 per 64 posti letto.

Il mistero si infittisce quando si conosco le cifre, ma non è chiaro per che cosa sono state impiegate. Nel frattempo gli italiani vengono a sapere dai mass-media che queste persone ricevono vitto e alloggio in albergo per un totale di 40 euro ciascuno. La rabbia del popolo aumenta. Ma bisogna specificare la speculazione statale riguardo tali avvenimenti. In un articolo scritto per L’Espresso, già nell’Ottobre 2012, Michele Sasso e Francesca Sironi riportavano informazioni importanti riguardanti il rapporto economico creatosi tra Stato, settore alberghiero e associazioni umanitarie, finalizzato ad offrire posti letto agli immigrati. Purtroppo al centro della questione stava guadagno per i privati e trattamento a dir poco disumano per queste persone. Inoltre bisogna considerare ciò che è accaduto da tempo all’interno del gruppo sociale.

Lampedusa invasa da extracomunitari, alcuni bisognosi di cure, altri approfittatori dell’aiuto italiano che, a causa delle loro azioni (violenza sulle donne ecc) hanno portano il gruppo sociale a fare “di tutta l’erba un fascio”, quindi alla creazione di uno stereotipo negativo nei loro confronti. Per non parlare della sensazione condivisa che lo stato si occupi prima degli altri, e poi dei suoi cittadini, avvertita soprattutto dai giovani.

Che cosa si può fare per migliorare la situazione di una terra diventata centro d’accoglienza provvisorio da una parte, e punto di partenza per noi, emigranti di nuova generazione? L’Italia è diventata punto d’attracco per alcuni, e terra da lasciare per altri.

Una penisola in cui non c’è lavoro e possibilità di accrescimento, in cui solo la parvenza di una vita normale, fatta di “poco” lavoro e famiglia con bollette da pagare,non permette di percepire pienamente la nostra povertà. Chi ha studiato e spera di poter dare un senso alle proprie fatiche si arrende all’idea di dover andare via. Chi arriva si rende conto di non aver trovato la propria America, e in alcuni casi, con le proprie azioni aumenta i “dispiaceri nazionali”. Ma che cos’è diventata l’Italia? Nazione senza speranze in mano a troppe persone che preferiscono fare il proprio interesse alle spese dello Stato e del popolo che rappresentano. Al momento non possiamo fare altro che scrivere e parlare, per esprimere la nostra rabbia verso un sistema che non funziona, soprattutto per aprire gli occhi riguardo un governo che non è in grado di risolvere i problemi nazionali, o meglio che non riesce a porre rimedio a quelli che ha creato.

Laura Padoan

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