Junker vuole, con la complicità dell’opposizione, trasformare l’Italia in una nuova Grecia

In un mondo meno squallido, il responsabile della morte di centinaia di bambini greci per fame o per l’impossibilità di curarsi (come ammesso dal vicedirettore del Corriere che ha preferito censurare la notizia) sarebbe processato davanti alla corte di giustizia internazionale. 

Ed in Grecia non sono morti solo i bambini, ma anche gli anziani ed i più poveri. Sempre grazie alle criminali politiche imposte dalla commissione europea.

Però nessuno ha mandato a processo Junker, Moscovici, Dombrovskis. Ed ora, certi dell’impunità, i criminali vogliono riprovarci con l’Italia. Non stupisce ovviamente che i farabutti si comportino da farabutti. Non stupisce che le associazioni umanitarie tacciano, visto che il loro scopo principale è quello di ottenere soldi per mantenersi, eventualmente protestando se un profugo non è ospitato in strutture con Wi-Fi. Non stupisce neppure il silenzio di monsu Bergoglio, anche lui attratto solo dall’esotico mentre i bambini e gli anziani greci possono tranquillamente crepare di fame e di malattie mentre la Grecia utilizza i soldi per mantenere i profughi.

Va tutto bene, da certa gente è assurdo aspettarsi qualcosa di diverso. Però è davvero eccessivo che nel Parlamento italiano si assista a vergognose prese di posizione contro gli italiani ed a favore di Juncker che ha sulla coscienza (sempre che ne abbia una, ma è improbabile) la morte di centinaia e centinaia di persone.

E invece Pd e Forza Botulino, uniti nel partito anti italiano (di cui potrebbero far parte persino Bonino e Fratoianni, se avessero ancora un partito), si eccitano all’idea che i farabutti di Bruxelles possano far scattare la procedura di infrazione contro l’Italia in modo da applicare la ricetta greca. Non val la pena di scomodare termini come “traditori della patria” o cose simili. Ma il disgusto per le sceneggiate di Brunetta resta. Personaggio in cerca di un briciolo di visibilità dopo essere finito nelle retrovie. E le Erinni di Zingaretti che fanno a gara con quelle del sultano di Arcore: davvero un grande spettacolo da mettere in archivio per recuperarlo nel momento opportuno. 

L’opposizione, ovviamente, cerca di mettere in cattiva luce l’attività del governo. Ed i motivi per criticare ed attaccare pesantemente l’esecutivo giallo verde non mancano di certo. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Però arrivare a schierarsi con i responsabili della strage dei greci è davvero eccessivo. Essere pronti a far crepare gli italiani per recuperare qualche voto non è una dimostrazione di responsabilità ma solo di sciacallaggio.

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 390 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".