L’ ANGOSCIA GENERATA DALLA MASSIFICAZIONE SOCIALE

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“Oggi il mito del consumo illimitato sostituisce la fede nella vita eterna.”

Ivan Illich, Descolarizzare la società, 1971

Uno dei capisaldi del marxismo è il presupposto per il quale il capitalismo derivi da una meccanicizzazione dell’ individuo che, reso schiavo del suo stesso processo di produzione , perde qualunque spessore psicologico divenendo una mera aggiunta alla macchina. Questa intuizione di Marx riflette la situazione moderna in cui la massa ha destituito l’ individuo del suo valore .Ci chiediamo allora il motivo per il quale si è pervenuti a tale situazione e, per farlo, dobbiamo riflettere sulla crisi, non solo economica, che ha investito e investe tutto il 900 e l’ inizio del terzo millennio.

Questa crisi viene definita post-modernità con cui si intende quella atmosfera culturale nella quale non vi son più certezze filosofiche (per esempio la definitiva sconfitta del cristianesimo ) né morali, il che non può che portare al nichilismo , ossia alla sensazione di vuoto in cui siamo immersi da decenni .

È in questa atmosfera culturale che si colloca la società di massa la quale , distruggendo l’ individuo riducendolo a mera espressione della società medesima, è diventata proprio il mezzo nel quale gli individui hanno negato il dolore del nichilismo: nascondendosi dietro l’ immagine stereotipata che la società di massa offre ad ogni singolo individuo , lo stesso può negare la sua angoscia in quanto nascosta dall’immagine di cui sopra.

Nessuno , oramai, soffre della morte di Dio , nessuno si chiede quanto l’ angoscia cresca nel suo non manifestarsi poiché non sarebbe capace di affrontare il grave peso che essa richiede, allora , o attraverso la religione o attraverso la società di massa e le certezze che le immagini che essa offre danno, le persone vivono immerse in questa rete forzata di relazioni in cui ognuno esprime una parte di se stesso, quella che più si accorda con le dinamiche sociali esistenti . Il risultato è il fatto che , benché esternamente tutto sembri quadrare, lo sguardo del filosofo penetra nell’ animo umano scovando l’ angoscia, la rabbia per la meccanizzazione dell’ individuo e la stessa consapevolezza di non poter reggere psicologicamente la crisi post- moderna.

Sarebbe quindi interessante vedere chi riuscirà a distruggere questo sistema mostrando l’ odio per se stessi e per il mondo alla base dello stesso che nasce dal autoimmolarsi alla società di massa per sopportare l’ angoscia esistenziale . Allora, miei cari, togliamo questo velo pietoso e mostriamo ciò che si nasconde: sarebbe bello se la società si fermasse  qualche anno affinché ognuno rifletta sul suo ruolo nel cosmo riuscendo a sopportare così l’ angoscia , avendo una riflessione e un’ analisi di se stessi che aiuti in questo , poiché, miei cari, corriamo troppo, troppo e in fondo non sappiamo neanche dove stiamo andando  pur di evitare la presa di coscienza di tale angosciosa situazione: purtroppo per ora ci stiamo riuscendo e chissà fino a quando andremo così avanti .

Maurizio Clemente

 

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