La distruzione dell’Abbazia di Montecassino: un crudele e ingiustificato bombardamento

La battaglia di Montecassino è una questione delicata. E’ delicato sopratutto trattare del bombardamento della nota Abbazia di Montecassino dove tedeschi e americani furono rispettivamente i buoni e i cattivi. Furono infatti i tedeschi che presero i tesori all’interno dell’Abbazia prima che questa potesse essere oggetto di attacchi da parte degli americani che dovevano attraversare la città laziale per entrare a Roma.

Nel periodo antecedente il bombardamento dell’Abbazia di Montecassino, venne portata, infatti, avanti, per diversi mesi, una intensa attività di trasferimento di documenti papali, manufatti e tesori dal monastero. Montecassino custodiva una significativa raccolta di documenti: 100000 stampe, 800 documenti papali, 200 delicatissimi manoscritti su pergamena, oltre 80000 volumi della biblioteca, 500 incunabula (primi libri a stampa e non più manoscritti realizzati prima del XVI secolo), incommensurabili capolavori artistici e arazzi preziosi. Alcuni di questi libri e documenti erano stati originariamente trasferiti durante la Seconda Guerra Mondiale per questioni di sicurezza, dalla casa romana di Keats e Shelley all’Abbazia di Montecassino per poi essere restituiti, ma questa volta alla Città del Vaticano, nella sua fortezza di Castel Sant’Angelo a circa 130 km di distanza.

 

Il progetto fu presentato e condotto nel 1943 dall’ufficiale tedesco, il Capitano Maximilian Becker e dall’ufficiale austriaco, il Tenente Colonnello Julius Schlegel. L’abate Gregorio Diamare diede il suo consenso consapevole che la quarta distruzione della loro casa fosse ormai imminente a causa proprio della sua posizione geografica.

 

Tutt’altre intenzioni avevano, invece, gli alleati, i quali ritenevano, pienamente a torno, che l’Abbazia era occupata dai tedeschi che la usavano come postazione difensiva. Il 15 febbraio l’aviazione alleata rase, creando un apposito set cinematografico, al suolo Montecassino in un bombardamento che durò per tutta la mattinata e uccise centinaia di civili che stavano al riparo dentro un luogo ritenuto inviolabile dai tedeschi. Le rovine diedero poi riparo ai paracadutisti nazisti che diedero il via ad una sanguinosissima guerriglia urbana che decimò ed impantanò gli alleati. Venne alla luce solo in seguito che il bombardamento non fosse altro che un esperimento per testare una nuova strategia di attacco mai provata prima (l’esperimento fallì miseramente). Il monastero venne ricostruito anni dopo grazie agli americani che, però, si macchiarono di un crimine contro la cultura che verrà solamente ripetuto nei primi anni del XXI secolo dai fondamentalisti islamici.