LA DRAMMATICA SITUAZIONE DEGLI ANZIANI E DEI GIOVANI

0
14

Un quadro fosco , quello delineato dall’ Istat insieme all’ Inps, dal quale emerge che quasi  la metà dei pensionati riceve meno di mille euro al mese. Pochissimi, solo lo 0,1%, percepiscono più di 10.000 euro al mese e la restante  parte si colloca tra i due estremi. Quanto detto  mostra come i sacrifici causati dalla crisi si siano riversati su coloro i quali già prima potevano definirsi  vicini al limite della povertà.

Il fatto che lo Stato non riesca a garantire una pensione adeguata a gran parte della popolazione anziana deriva non solo dalla mancanza di fondi ma anche dal fatto che gran parte  dell’ oberante peso del dissesto economico  abbia influito negativamente  sulle ”classi dominate” lasciando intoccate le  ”classi dominanti”  le quali sfruttano il loro grande peso politico affinché siano i più poveri a perdere quel poco che essi ancora possedevano.

Non è un caso il fatto che la sperequazione sociale in Italia sia molto alta , a riprova di una bassa distribuzione della ricchezza la quale si accentra in poche mani lasciando vuote le tasche dei più. Lo Stato  non sembra essere il garante dei poveri e dei disoccupati aiutando  chi ha già ,invece, un lavoro(il bonus degli 80 euro ne è un esempio)  quando, ironia della sorte, la disoccupazione giovanile in Italia è alle stelle.

La drammatica situazione dei pensionati , quindi, riflette un accentramento del potere che nega un’ effettiva rappresentanza del popolo: gli anziani e i giovani infatti divengono la fascia sociale più colpita, in quanto aventi  meno poteri politici e quindi più facilmente attaccabili. Sebbene è altrettanto vero il fatto che l’ apoliticità delle nuove generazioni favorisca la loro non rappresentanza, questo non implica che le vecchie generazioni possano sfruttare questo diniego per la politica per favorire i loro interessi

Sarebbe veramente un miracolo se i politici comprendessero tale penosa situazione:  invece sembra che continuino sempre di più ad allontanarsi dalla popolazione. La legge elettorale, le riforme costituzionali e le recenti decisioni prese in quest’ultimo anno ne sono triste esempio. Chissà quando avranno il coraggio di sporgere le loro teste in basso , non più pervasi, per esempio, dall’atmosfera dell’ idilliaco mondo dei privilegi  dei politici , forse per rendersi conto che non si degnavano da tempo di mettere i piedi per terra prendendosi le proprie responsabilità. Misure che favoriscano la democrazia diretta potrebbero  favorire una maggior dialogo con le istituzioni evitando questo stacco creatosi coi governanti.

Maurizio Clemente

 

 

Comments

comments