LA FONTE DELL’ETERNA GIOVINEZZA

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Chi parla di Vecchio Continente riferendosi all’Europa trascura che un continente o un Paese non sono mai vecchi, finché percorsi da animate e vivaci folle di persone che accorrono a visitarli per piacere, cultura, o affari. L’Italia in particolare è destinata a non diventare mai vecchia perché possiede la mitica fonte dell’eterna giovinezza. Paradossalmente questa fonte miracolosa va ricercata in ciò che di più antico abbiamo a disposizione: il nostro patrimonio storico e artistico, invidiato in tutto il mondo, e meta ambita per milioni di turisti. Ovviamente non si può dimenticare il cosiddetto turismo naturale: dalle Dolomiti a San Vito lo Capo, dalle riserve marine liguri e sarde ai vulcani del sud Italia, dai laghi ai numerosissimi parchi naturali, la penisola offre una varietà di attrattive naturali che pochi altri Paesi vantano.

Per rendersene conto basta considerare i dati UNESCO, che indicano l’Italia come il Paese con più siti riconosciuti Patrimonio dell’Umanità al mondo (49, dato che supera di gran lungo la media mondiale stanziata a 6,1 siti per Stato). Grazie alla sua posizione geografica gode di un clima favorevole sia agli sport invernali nella stagione fredda, sia all’attività balneare in estate.

Gli arrivi turistici in Italia nel 2012 ammontavano a 48,7 milioni, e secondo le fonti dell’ENIT sono in aumento: si prevedono per la fine del 2014 55 milioni di arrivi internazionali. Una bilancia attiva quindi, che nel 2013 registra un saldo netto positivo di 371 milioni di euro, e che contribuisce al 10,3% del PIL; anche questa percentuale è in previsione di crescita del 2,1% nel 2014.

Vale dunque la pena lasciare che tesori unici al mondo come Pompei si sbriciolino davanti ai nostri occhi, lasciando il mondo intero con l’amaro in bocca? Per sfatare i commenti di alcuni negazionisti che affermano il contrario, l’Italia possiede il tra il 50 e il 60% del Patrimonio artistico mondiale, e il suo degrado per nostra negligenza è un crimine contro l’Umanità, che è nostra comproprietaria dei beni. Senza contare che una cattiva manutenzione di siti culturali e naturali è una pessima pubblicità sia per il turismo domestico, sia per quello incoming, che grazie alla fama di cui godono non necessiterebbero quasi di pubblicità per essere visitati. Si, perchè il fascino del Bel Paese è così ben noto e apprezzato che la fama ed il passaparola sono già una pubblicità sufficiente.

C’è chi osa dire che che l’Italia potrebbe vivere solo di turismo. Nessun economista sostiene apertamente questa affermazione, ma è chiaro che una così fruttuosa miniera può essere sfruttata molto meglio di come facciamo ad oggi. Per uscire dalla crisi che ci affligge non servono solo i tagli, ma anche una giusta consapevolezza delle nostre potenzialità e un pizzico di amore per quello che è il nostro Paese: l’Italia che ci accoglie tutti e pazientemente aspetta di rifiorire ed ergersi fiera ai primi posti tra Paesi più belli del mondo.

Luca Dalle Mese

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