La massoneria preoccupata dalle dichiarazioni di Salvini

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“Quando si comincia la persecuzione della massoneria non si sa dove si finisce”, a dirlo  Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente Democratico, nel corso di un’intervista a Radio Cusano Campus.  In merito alle dichiarazioni di Salvini sul censimento dei rom. “I primi schedati siamo stati noi massoni –ha affermato Bisi-. La misura è stata precedente al contratto di governo, perché è da due anni e mezzo che dico che quando si comincia la persecuzione della massoneria non si sa dove si finisce. Quando la Commissione antimafia nel 2017 fece sequestrare gli elenchi dei massoni calabresi e siciliani, mi pare che la schedatura fosse evidente”.

Alla domanda su dove voglia arriva il arrivare il governo, Stefano Bisi così ha risposto: “Le intenzioni del governo io non le conosco, bisogna chiederlo ai componenti del governo. Io voglio ricordare soltanto una poesia che talvolta è attribuita a Brecht, in realtà è di un pastore protestante che, di fronte all’inerzia degli intellettuali, quando iniziarono le persecuzioni scrisse: “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”. Questa poesia credo andrebbe ricordata all’opinione pubblica. Sulla clausola anti-massoneria nel contratto di governo avevo lanciato un appello al Presidente della Repubblica per chiedere il rispetto dei principi costituzionali, ma non ho ricevuto risposta”.