La nostra informazione è come quella del Charlie Hebdo

Quando si tratta di giornali, l’Italia non vuol essere seconda a nessuno. Nemmeno a Charlie Hebdo, nella gara per il record di stupidità. Ed oggi, per replicare alla vignetta sui terremotati, la Busiarda si lancia in una approfondita analisi della situazione internazionale, dalla Siria allo Yemen passando per la Russia. In realtà la dotta analisi e’ di un principe saudita, ma la Busiarda la fa propria. Dunque scopriamo che l’emergenza migranti e’ stata creata dalla Siria di Assad per colpire l’Europa. Non ci spiega, l’accoppiata principe saudita-giornalista della Busiarda, come riesca Assad a spedirci decine di migliaia di nigeriani o eritrei, ma se lo dicono loro bisognerà credere: sono uomini d’onore. E la Russia? Ha finto di appoggiare Assad, ma in realtà non ha fatto nulla.

Dunque la riconquista di ampie aree del Paese sarebbe esclusivo merito del governo di Damasco? Chapeau per Assad! Ovviamente, per il principe e per il suo ammiratore, il nemico principale resta l’Iran. Se Teheran non ci fosse, non ci sarebbero tensioni. Massi’, basta passare qualche atomica ai sauditi ed in un batter d’occhio il problema è risolto: si sterminano alcune decine di milioni di sciiti ed i sauditi saranno finalmente liberi di finanziare il terrorismo senza fastidiosi ostacoli. Quanto allo Yemen, i poveri sauditi sono stati obbligati ad intervenire per contrastare un governo di banditi. Grazie Riad, dal mondo intero. Ovvio che in un articolo di così alto livello non ci si potesse soffermare su piccole sciocchezze come i bombardamenti della coalizione guidata dai sauditi contro scuole e ospedali. E che sarà mai? Se poi il principe non ne parla, sarebbe cattiva educazione porre una domanda o provare a ricordare un simile avvenimento. D’altronde i giornali di servizio hanno pubblicato la foto di un bambino scampato ai bombardamenti sui ribelli di Aleppo, mica si potevano pubblicare le foto dei tanti bambini che non sono sopravvissuti ai bombardamenti sauditi nello Yemen.

Augusto Grandi
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Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".