LA PROPOSTA RUSSA PER SPARTIRSI L’UCRAINA

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È uno scenario d’altri tempi quello illustrato e spiegato dalle agenzie di stampa internazionali. Si è venuto a sapere che Vladimir Zhirinovsky, leader del Partito Liberal-Democratico di Russia, ha proposto di  spartire l’Ucraina con i Paesi a questa confinanti: Polonia, Romania e Ungheria.

La proposta evoca il celebre patto Molotov-Ribbentrop, stipulato a Mosca  il 23 agosto del 1939, che fu il preludio della Seconda Guerra mondiale. Prevedeva la spartizione della Polonia tra  la Germania nazista e l’Unione Sovietica e stabiliva la linea del nuovo confine lungo le rive del fiume Vistola. Le due Nazioni stabilirono inoltre le rispettive zone di interesse nell’Est Europa prevedendo un “riarrangiamento politico”.  A differenza della dichiarazione di Zhirinovsky, il Patto Molotov-Ribbentrop prevedeva integrazioni territoriali solamente per i due Paesi che avevano stipulato l’accordo.

Zhirinovsky, il politico che ha inviato la missiva la scorsa settimana, è leader di un partito nazionalista che sostiene  il presidente Vladimir Putin nel Parlamento russo.

Come riportato dall’agenzia di stampa Reuters, egli ha suggerito ai paesi che confinano con l’Ucraina di spartirsela. Alla Polonia spetterebbero proprio quei territori persi a causa dell’accordo del 1939 e non restituite al termine della Seconda Guerra Mondiale.

“Non è mai troppo tardi per correggere gli errori storici”, ha scritto Zhirinovsky. La Polonia comunque ha dichiarato di non essere disponibile a una simile soluzione. Putin non ha avvallato le dichiarazioni del politico del Partito Liberal-Democratico per quanto riguarda la pace in Ucraina, ma è evidente la portata storica che potrebbe avere un accordo di tale portata. Stupisce solo che la proposta sia stata avanzata alla Polonia, con la quale condivide burrascosi precedenti storici. Oltre al patto qui sopra citato, i russi hanno sempre ritenuto come tappa obbligatoria per la loro espansione a occidente l’occupazione dei territori polacchi. Nel settecento gli Zar, assieme ai sovrani prussiani e austriaci, determinarono con vari accordi la scomparsa della Confederazione Polacco-Lituana.

Lo scopo della proposta avanzata da Zhirinovsky è quello di dare tranquillità, e di conseguenza pace all’Ucraina; la legalità giuridica risiederebbe nell’indizione di referendum da tenersi nei territori interessati. Alla Russia, infine, spetterebbe tutto il territorio meridionale del paese oggetto della spartizione.

In Crimea intanto il Rublo, moneta in vigore in Russia, è entrato ufficialmente in circolazione e sarà la valuta di pagamento degli stipendi pubblici. Sarà compito della Banca di Crimea provvedere al passaggio alla nuova valuta e al ritiro della Grivna, moneta usata in Ucraina. Resta una sola domanda: quando il Rublo entrerà in vigore nella restante Ucraina?

Michele Soliani

 

 

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