LE DESTRE MUTE CONTRO LA DISINFORMAZIONE PRO IMMIGRAZIONE

Presto e bene non vanno insieme o il meglio e’ nemico del bene? Si può scegliere il detto popolare che si preferisce, ma la sostanza non cambia: di fronte all’offensiva mediatica pro invasione, le destre non hanno saputo rispondere in modo adeguato. La velocità delle dichiarazioni non è mancata, la qualità della comunicazione e’ stata pessima. Inevitabile, d’altronde. Senza quotidiani “veri” di riferimento e con un numero adeguato di lettori, senza radio e tv con ascolti decenti, diventa difficile comunicare. Soprattutto nei periodi di vacanza quando la rete social e’ meno attiva e reattiva. Affidarsi al buon cuore ed alla correttezza di Rai, Mediaset e La 7 e’ da illusi. Ancor peggio per quanto riguarda i quotidiani cartacei dei grandi editori. Gli errori del passato, quando si sono smantellati gli organi di informazione di area per utilizzare i soldi per scopi molto meno nobili, si pagano ora e si pagheranno a lungo. La contro informazione militante ha lasciato il posto alle operazioni immobiliari, agli investimenti in case e diamanti. Senza parlare delle ruberie, degli sprechi evidenziati dalle inchieste sui rimborsi assurdi in troppe Regioni. Le iniziative sopravvissute nell’ambito della comunicazione sono poche e sono ancor meno numerose quelle di qualità. Ma ci sono. Ed è da qui che si deve ripartire. Senza ipotizzare assurdi direttorii che concedano pochi centesimi a chi accetta di essere coordinato e guidato. Evitando di proporre una distribuzione di fondi sulla base dei “mi piace” che premiano un commento su Facebook. Perché basta la foto di un gatto o del Duce, una ragazza discinta o l’immagine di un goal per far aumentare a dismisura i “mi piace”. Ma non servono a far politica i commenti e gli articoli di questo tipo. Come non serve l’idea che gli intellettuali di area, che fanno attività intellettuale per mestiere, debbano collaborare gratis mentre i parlamentari, i consiglieri regionali e comunali, i membri dei vari consigli d’amministrazione di nomina politica debbano, giustamente, venir retribuiti. Bisogna uscire da questo equivoco, bisogna ritornare a informare ed a comunicare. Ma adesso, subito. Ed è già molto tardi.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 390 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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