L’EMBARGO GIORNALISTICO EUROPEO

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Come si sta evolvendo la situazione tra Europa e Russia? Secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, i rapporti tra i occidente e oriente sono attualmente tesissimi. Una conseguenza di questo clima da “Guerra Fredda” è la decisione da parte dell’Unione Europea di creare una lista di giornalisti russi ai quali è vietato l’ingresso nel territorio dell’Unione.

L’elenco dei giornalisti comprende potenzialmente coloro che lavorano presso  il più grande gruppo mediatico della Russia dei media: Gazprom –media. Inoltre a essere inseriti sono anche i collaboratori di  Russia Today, Channel One e Ntv.

Tra i nomi, così come riferito da “La voce della Russia”, comparirebbe anche quello di Kiselev, noto per la sua dura critica nei confronti dell’occidente. Il giornalista è particolarmente conosciuto in Russia dove conduce un programma in cui spesso critica le strategie statunitensi che hanno portato alla destabilizzazione dell’Ucraina e della Siria.

Nel dicembre 2013 è stato nominato a capo dell’agenzia di stampa ufficiale internazionale Rossiya Segodnya, un ente che interessa, oltre che il sito web, anche una stazione radio, infatti ”La Voce della Russia” è l’erede della celebre ”Radio Mosca”.

All’inizio di marzo, in uno dei suoi programmi radiofonici, Kiselev aveva criticato aspramente l’Ucraina, che vedeva come un paese ormai invaso da “banditi”, in cui la democrazia era “in ginocchio”.  Nell’occasione affermò  che il destino di Crimea era una “questione personale” per ogni cittadino russo e infine, con estrema disinvoltura, respinse l’idea delle sanzioni occidentali.

Kiselev è noto anche per le sue posizioni contro gli omosessuali: “[Ai Gay] dovrebbe essere vietato dalla donazione di sangue, sperma” dice in un famoso video clip. “E i loro cuori, nel caso in cui muoiono in un incidente d’auto, devono essere sepolti o bruciati perchè non sono idonei per estendere la vita di nessuno.”

Si ricorda inoltre quanto da lui affermato lo scorso 4 aprile presso la “La Voce della Russia”: “La cultura gay ha diritto di esistere in Russia e di fatto esiste. Ma è la cultura di una minoranza e rimarrà tale” Kiselev ritiene che il pensiero di una minoranza di persone non deve essere imposto alle restanti con strumenti come la forza e la propaganda. “Non ritengo che l’orientamento sessuale non tradizionale esca dai limiti della norma fisiologica, ma sono convinto che esorbiti dai limiti della norma sociale”, ha affermato in merito.

L’Unione Europea, che nei suoi trattati garantisce il diritto di pensiero e di parola, ha comunque deciso di applicare sanzioni politiche nei confronti di un giornalista che, nel dichiararsi omofobo e filorusso, esprime il suo punto di vista da persona libera. La presenza di un dialogo, sopratutto con personaggi scomodi, dovrebbe stare alla base di una società democratica.

Michele Soliani

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