Quando l’esercitazione diventa realtà

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Nel pomeriggio di ieri una squadra interforze composta da personale alpino dell’Esercito Italiano e della 46 Aerobrigata  dell’Aeronautica Militare Italiana, tra i quali un istruttore di sopravvivenza dell’Arma Azzurra, ha assistito, nel corso di una esercitazione nella zona delle Tre Cime di Lavaredo, alla rovinosa caduta in un dirupo di un anziano escursionista tedesco.

Il team interforze, che da giorni operava nella zona di Dobbiaco nell’ambito dell’esercitazione internazionale per il soccorso in montagna Grifone 2017 che li vede impegnati assieme ad enti civili e militari anche esteri in operazione di soccorso, simulando loro stessi feriti da soccorrere, ha applicato immediatamente tutte le procedure del caso. Il personale, infatti, ha prestato immediatamente il primo soccorso al ferito ed ha messo in sicurezza la zona dell’incidente per favorire l’atterraggio dell’elicottero di soccorso, dovendo inoltre raggiungere velocemente un punto per mettersi in contatto con i soccorsi che a causa della conformazione del territorio le comunicazioni risultavano difficili.

Queste operazioni da parte del team interforze hanno consentito al velivolo di soccorso, proveniente da Pieve di Cadore, di raggiungere rapidamente la zona ed atterrare velocemente in una zona sicura ed una volta stabilizzato ed intubato il ferito da parte del personale del Suem 118, l’elicottero è rapidamente decollato verso l’ospedale di Belluno in codice rosso. L’intervento dei militari ha permesso guadagnare tempo prezioso al personale medico e forse di salvare la vita allo sfortunato escursionista. Trasferito successivamente a Treviso ancora in gravi condizioni.

Questo dimostra che un continuo ed efficace addestramento mantenuto ad alti livelli in operazioni complesse oltre che all’esperienza maturata sul campo permettono al personale di operare con una perfetta conoscenza a 360 gradi della situazione applicando gli accorgimenti necessari alla situazione dell’intervento permettendo, così, di salvare vite umane.

Stefano Peverati

Photocredit: Stefano Peverati

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