LIBERTA’ D’ESPRESSIONE, MA SOLO A SENSO UNICO

Massi’, c’erano cascati tutti, o quasi: l’Europa difende la libertà di pensiero e di espressione perché è un valore fondante della nostra cultura. Che meraviglia. Centinaia di migliaia di persone in piazza in tutta Europa, e pure nel mondo, per difendere un così nobile principio. Non importa se la satira di un settimanale è o non è squallida e becera, non importa se il Ft mente spudoratamente quando racconta la situazione economica, non importa quanto sia indecente il Tg5 italiano o RaiNews24, quanto sia bugiarda la Busiarda. L’importante è difendere il principio della libertà di pensiero e di espressione. Per tutti. Beh, insomma, proprio per tutti no. Perché la Francia di Hollande, che tuona in difesa dei principi del ’79 e della Republique, e’ la stessa che censura Dieudonne’ perché scomodo. Ma i principi? La libertà di pensiero e di espressione? In questo caso non vale. Ma non solo in questo. Negazionisti? In galera. Revisionisti? Non ammessi. E mica solo nella Francia dei sacri principi. Un po’ ovunque, nell’Europa illuminata a senso alternato. I sacri principi valgono solo se fai parte del gioco, non se te ne tiri fuori. D’altronde, nel suo piccolo, anche il burattino Matteo si comporta nel medesimo modo, offendendo i gufi che osano criticarlo, insultandoli, condannandoli alla gogna mediatica. Salvini, tra un errore ed una mancanza di competenza, dice qualcosa che non piace? “Fermate Salvini”, ordina il Pd. Che libertà di pensiero! E la Francia che tutela ogni libertà d’espressione non vuole che Marine Le Pen partecipi al corteo di sostegno alla libertà di espressione. Senza vergogna, anche perché chi osa criticare viene messo al bando senza possibilità di esprimersi. Eravate su Scherzi a parte e non ve ne eravate accorti.

Augusto Grandi

Augusto Grandi
Informazioni su Augusto Grandi 384 Articoli
Dopo alcune esperienze in radio e testate locali, nel 1987 è diventato redattore del quotidiano economico Il Sole 24 ORE, come corrispondente per Torino, Piemonte e Valle d'Aosta. Oltre all'ambito giornalistico si occupa di romanzi di narrativi e saggistica. Nel 1997 ha vinto il "premio giornalistico Saint-Vincent" e nel 2011 è membro della giuria del "Premio Acqui Storia" nella sezione divulgativa. Dal 2011 è senior fellow del Centro studi Nodo di Gordio con cui collabora attivamente nella stesura di diversi articoli a sfondo geopolitico. Dal 2011 sono itineranti in Italia le sue mostre fotografiche sullo sfruttamento del lavoro nel mondo e sulla condizione del lavoro femminile, realizzate nell'ambito del Festival Nazionale della Sicurezza promosso dall'associazione Elmo e dal comune di Pergine Valsugana (Trento), col patrocinio dell'OSCE. Nel 2017 ha lasciato il Sole 24 Ore e conduce la trasmissione "Il Tafano" su Electoradio e su Radio Antenna 1. Editorialista sul mensile Espansione, collabora con la testata online "ongood".

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