Lino Banfi si racconta, tra belle donne e film di successo

Il famoso attore e conduttore Lino Banfi è stato intervistato nella notte dai microfoni di Rai Radio 2 durante il programma radiofonico “I Lunatici” di Roberto Arduini e Andrea di Ciancio. L’attore durante l’intervista ha parlato della sua lunga carriera e dei progetti futuri.

Lino Banfi ai microfoni di Rai Radio2 ha voluto commentare la nuova fiction che dovrebbe fare insieme ad Albano dichiarando: “Mi chiamano tantissimi giornalisti che vogliono sapere come sia questa fiction. Nè io né Albano sappiamo ancora nulla, ci telefoniamo e ci divertiamo a pensare a come potrebbe essere. E’ un’idea che è venuta alla produttrice del Medico In Famiglia, vuole mettere insieme questi due nomi popolari, ma ancora non ci hanno detto di cosa si tratta. Penso sia una fiction di tre o quattro puntate ambientata in Puglia, visto che entrambi siamo ambasciatori della nostra meravigliosa terra. Albano dice anche che andremo a girare una settimana in Russia. In questi giorni ci sentiamo spesso, ci mandiamo messaggi d’amore, solo che lui è sempre in giro, va in Russia, in Giappone, lavora tantissimo. Io gli consiglio sempre di calmarsi, di raffreddare il motore, ma lui è uno che deve lavorare, altrimenti sta male”.

Successivamente il celebre attore pugliese ha lasciato un pensiero per tutte le sue partner cinematografiche che l’hanno accompagnato durante il corso della sua lunga carriera e sulla parte che più gli è piaciuta: “Ci sono tante belle donne che hanno lavorato con me. Non l’ho mai detto, ma ora voglio essere chiaro. Non mi hanno mai molestato. Che peccato”.”Quella di ‘Vieni avanti cretino’. E’ un film nato in ufficio, tutto inventato da me al momento. La maggior parte delle cose che molti ricordano a memoria, non erano nel copione, le ho inventate io al momento. Anche il Commissario Logatto, di Dino Risi, è stato un bel film”.

Proseguendo nell’intervista Lino Banfi ha parlato anche della comicità moderna, rapportata sopratutto a quella della “vecchia scuola” aggiungendo: “Il politicamente corretto è molto scorretto quando vuole essere corretto. Nella vita tocca anche passare per ignorante o per poco colto per far ridere le persone. In questo momento certe cose non le avrei fatte. Come in ‘Vieni avanti cretino’, quando dico ‘terrone maledetto ma chi lo consce a questo?” oppure quando ci mettiamo a cantare in pugliese stretto e mentre cantiamo vengono fuori i sottotitoli in arabo. Oggi non l’avrei fatto, altrimenti avrei rischiato che mi tagliassero la gola. Mi piace molto Zalone, che mi ha sempre stimato e ha più volte detto che io ho aperto la strada alla pugliesità, che prima non c’era”.

Concludendo il suo intervento l’attore ha dedicato un pensiero anche al celebre personaggio di Nonno Libero, protagonista de “Un medico in famiglia”: “Quando me lo vennero a proporre a casa, questa era una cosa spagnola, che già esisteva in Spagna. Non mi piacque per niente questo nonno. Era un fetente, diceva delle parolacce, faceva dei gesti osceni. Dissi che non era un personaggio per me. Poi mi assicurarono che avrebbero cambiato delle cose, feci la prima serie, volevano mandarla in onda il pomeriggio ma un dirigente si impuntò per mandarla in onda di sera, perché era una fiction per famiglie, soprattutto per la presenza di questo nonno che riusciva a tenere unita la famiglia e le sue varie generazioni. Nonno Libero non mi è mai stato stretto, mi sono abituato all’idea, mi fa piacere che mi chiamino il nonno d’Italia. I bambini mi abbracciano per strada, è bello”.

Lino Banfi ha poi voluto salutare i radioascoltatori rivelando un aneddoto particolare sul vice premier Luigi Di Maio: “E’ venuto a farmi gli auguri lo scorso 11 luglio, mi ha fatto tenerezza, sembrava mio nipote. Eravamo commossi tutti e due, aveva un mazzetto di fiori, mi ha fatto molto piacere e voglio ancora ringraziarlo. E’ bello sentirsi fare gli auguri a prescindere dall’ideologia politica. Mi disse che non gliene fregava niente per chi votassi, ma che voleva semplicemente farmi gli auguri. Una cosa molto bella