L’ISIS PRONTA A COLPIRE DURANTE IL GIUBILEO?

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Papa Francesco vuole il Giubileo quest’anno. L’ha annunciato durante il rito penitenziale nella basilica di San Pietro nel giorno di anniversario del secondo anno della sua elezione. Il motivo è molto semplice: fermarsi un attimo, distaccarsi dalla propria vita frenetica, ricavare un po’ di tempo per poter riflettere sul mondo, sulla propria condizione e sulla condizione altrui, ricercando nella misericordia i propri peccati e purificarsi da essi.

Sarà un Giubileo straordinario, ossia indetto in occasione di un avvenimento importante, altrimenti i giubilei ordinari vengono normalmente cadenzati ogni 25 anni. Il Giubileo avrà inizio l’8 dicembre 2015 e terminerà il 20 novembre 2016. Renzi ne è entusiasta, così come lo è il sindaco di Roma Marino che afferma: “Roma sarà pronta”. Il Presidente della regione Lazio Zingaretti è altrettanto onorato e lo dimostra con queste parole: “gioia immensa per l’annuncio straordinario che ci richiama a misericordia, a perdono e all’attenzione verso gli ultimi”.

Ma sarà davvero una buona idea, dopo il disastro provocato dagli olandesi e l’Isis alle porte che le pensa tutte per entrare? Il leader della Lega Matteo Salvini, ad esempio, non sembra molto convinto, come comunica sulla sua pagina facebook: “Giubileo a Roma. Per Marino e Renzi la città è pronta… Io temo di no! Sicuramente affaristi, trafficoni e amici di Mafia Capitale sono pronti”, chiedendo anche il parere degli italiani che ogni giorno lo seguono.
Tra commenti ironici che deridono Renzi e Alfano, vi è chi critica l’evento sostenendo che Roma si trova già fin troppo nel caos, tra un’amministrazione inesistente e l’incapacità di tuterlarla e renderla sicura dai criminali, perciò non potrà mai essere pronta ad un evento di tale portata; qualcun’altro afferma che “Roma è pronta… ma ad essere distrutta”.

Il 2015 sarà sicuramente un anno impegnativo per l’Italia, e non solo per la città eterna, ma anche per la capitale della moda, Milano, che da maggio a ottobre si troverà protagonista di una delle fiere più importanti al mondo: l’Expo. Dopo il recente attentato a Tunisi, l’allarmismo tra gli italiani si sta dilagando sempre più velocemente e con maggior intesità, tanto da renderli insicuri e spaventati per qualsiasi evento, seppur bello, che il proprio Paese voglia organizzare. Ci si ritrova in un’Italia divisa, disunita, debole, malata di terrore, sempre attenta su ciò che potrebbe succedere senza preavviso. Gentiloni, però, rassicura i cittadini dicendo che “l’Italia è un Paese sicuro che deve essere in allerta nei confronti delle minacce terroristiche, ma non deve sentirsi un Paese in guerra”.

Ebbene, quale minaccia terroristica è più allarmante dell’Isis? Una risposta non molto rassicurante può darla il Ministro degli Interni Angelino Alfano. Dal suo social network si legge: “non avevamo previsto che il Papa annunciasse l’Anno Santo e abbiamo accolto con gioia la notizia mettendoci subito al lavoro per far si’ che la nostra Capitale e il nostro Paese possano accogliere questo evento straordinario in piena sicurezza. Peraltro, l’Anno Santo comincerà immediatamente dopo la fine di Expo’ quindi avremo un bel da fare! Siamo italiani e le sfide ci appassionano e la storia ci insegna che siamo in grado di affrontarle con coraggio”.
L’Expo terminerà il 31 ottobre prossimo e Alfano prevede di trasferire l’apparato predisposto a Milano su Roma secondo un piano che impegnerà il Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Inoltre, le squadre di polizia frequenteranno corsi di antiterrorismo al fine di non trovarsi impreparati.

La situazione, per ora, sembra sotto controllo, ma a quanto pare non tutta l’Italia ne è convinta.

Melissa Toti Buratti.

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