Maffioletti: “Ottima la decisione di una Commissione speciale sui minori in Trentino”

Dice di essere compiaciuta Gabriella Maffioletti, delegata nazionale di Adiatum (Associazione di Associazioni Nazionali per la tutela dei Minori), nel sapere che la Lega Salvini Trentino proporrà nei prossimi giorni una Commissione speciale per l’attuale gestione dei minori nelle case famiglia in Trentino. 

“Rimango – afferma Gabriella Maffioletti – perplessa dinanzi alla constatazione che spesso sia demandato il lavoro politico alle inchieste della magistratura quando evidentemente trattandosi in gran parte il lavoro svolto dai  servizi sociali che sono  pubblici la politica ha la sua grande parte e carichi responsoriali . Si perché stiamo parlando di un sistema di tutela minorile che affida spesso le prime cure ad un servizio sociale territoriale di ambito, le cui relazioni finiscono poi ad essere “pagelle” per gli utenti che incappano in tali procedure per il magistrato di riferimento.  Esattamente quello che attraverso un  grande lavoro di studio, ricerca e proposta insieme a pochi altri volonterosi attivisti del sociale, ho condotto come Consigliere comunale di Trento ancora nel 2011/ 2012”.

Un periodo della sua vita in cui Gabriella Maffioletti è stata vista come una pericolosa minaccia per gli organismi istituzionali e alle  loro propaggini. Nel corso di una seduta che trattava uno di questi argomenti la Maffioletti era “stata etichettata in  consiglio comunale come “paranoica” ma non si è sollevato il muro dell’indignazione degli astanti al tempo! Tutti i documenti presentati richiamavano alla applicazione  della Carta di Noto, per la tutela dei diritti dei minori ed al diritto di famiglia e alle migliori prassi dei trattati internazionali per il rispetto della Convenzione di  New York”. 

Le persone che le hanno spiegato i loro vissuti e le loro cartellette piene di documenti parevano uscite da un altro mondo, un mondo in cui tutto gira all’incontrario, dove questi enunciati legislativi rimanevano solo nelle buone intenzioni di chi le aveva scritte. Maffioletti spiega quindi di aver ascoltato per anni ed ascoltare ancora, storie strazianti di genitori fantasma e di figli orfani di genitori vivi. Lo ha fatto nella consapevolezza crescente di essere entrata in un sistema di rete di connessione fitta tra servizi sociali, professionisti di settore, avvocati di parte, tutti attori che avevano ruoli e potere i primi incontrastati ed inappellabili e gli ultimi spesso impossibilitati contro un potere unilaterale. “Un ingranaggio – definito da lei – bestiale in cui spesso chi entra in maniera ignara ne esce distrutto e svuotato sia economicamente che fisicamente! Un senso civico, morale ed etico mi imponevano di andare avanti!”.

Nei fatti ciò porta come conclusione che è necessaria una verifica del sistema anche in Trentino. Da qui il suo pieno consenso nei confronti di quanto proposto dalla Lega in Trentino, una proposta nata come risposta alle accuse di strumentalizzazione provenienti dall’altra componente politica femminile del PATT che nulla dice e che si oppone pubblicamente in merito a ciò.