M’AMA O NON M’AMA……..MA QUANTI MI AMANO……???

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Nasce negli Stati Uniti una nuova comunità – si fa per dire – il Polyamory. Seguita da oltre cinquecentomila persone, questa ‘pratica’ si sta diffondendo anche in Italia, da poco più di un anno ed è in costante aumento.  Polyamory, un  neologismo che significa “amori  multipli“, sembra sia un nuovo modo di vivere i rapporti, intrattenendo più relazioni intime contemporaneamente, con il consenso ed il benestare di tutti i partecipanti in piena consapevolezza e conoscenza, a volte, dei vari partner; accantonando i sensi di colpa, sotterfugi e i dolori dati dal tradimento si amano altri o altre, non necessariamente di sesso opposto, fuori dalla coppia se pur preservandola; si parte in due e poi ci si allarga; mentre  i  poveracci che continueranno a credere nella monogamia , meglio se sposati, e solo fra maschio e femmina saranno destinati a fare pessime figure pubbliche. Coloro che avranno da ridire su questa tipologia di rapporto verranno definiti, razzisti, ignoranti e contro la libertà -‘ Perché impedire le scelte di vita altrui e su chi amare, e quanti amarne’?-

Questo fenomeno in larga diffusione nelle principali città Italiane dove si organizzano incontri trova spazio anche nell’oramai sfruttato Facebook con un gruppo chiuso dove gli iscritti sono oltre novecento, diciassettemila e più per i gruppi esteri, altri punti di riferimento sono i siti dove si possono trovare spiegazioni, informazioni, e quant’altro digitando Poliamore.org o Poliamoreitalia.it.

Nella progressista America i vari gruppi poliamori si stanno mobilitando affinché venga riconosciuta  legalmente, per salvaguardare beni ed eventuali figli, una richiesta che reca parecchio disappunto da parte dei conservatori che vedono in questa evoluzione di rapporti la decadenza imminente della coppia, e della famiglia classica patriarcale già in crisi, visti i numerosi casi di divorzio il cui primato è detenuto dall’America.

Su questo fenomeno si è pronunciata anche il Ministro Kyenge, viste le sue origini non poteva esprimere parere contrario,  inneggiando alla poligamia: “Crescere con tanti fratelli mi dà l’idea di vivere all’interno di una  comunità. Facilita i rapporti con l’altra parte della società, al di fuori della famiglia”. Poligamia legale, spiega la Kyenge, che dice che suo padre “cattolico” non ha fatto nulla di proibito, perché in alcuni stati la legge permette di sposare fino a 4 mogli. La Chiesa deve imparare, sembra poi suggerire, quando la conduttrice, Lucia Annunziata le chiede come sia possibile che un cattolico possa avere 4 mogli. “Questi sono paesi dove religione e tradizione hanno imparato a convivere”.

Poligamia progressista e antirazzista dunque e chissenefrega dei diritti delle donne che proprio la Boldrini (sua accanita compagna di lotte immigrazioniste) diceva di voler sostenere.

Anche lo strano personaggio il francese Jacques Attali,  uno dei padri fondatori dell’Unione europea e dei Trattati europei, si occupa anche di poliamori. Il  “visionario” in realtà è uno di quei potentissimi manovratori, semi-sconosciuti al grande pubblico, che stanno costruendo il nostro futuro da decenni ed è per questo motivo che già lo conoscono. Tecnocrate è un ex banchiere francese, economista di Mitterrand e Sarkozy, grande amico di Massimo D’Alema che, come il sicario economico Georges Soros, gioca anche a fare  il filantropo e il  sociologo, nonché lo scrittore, ne è anche l’ideatore  è il promotore, spiega, che la nuova forma di poligamia  sarà introdotta in Europa subito dopo che tutti gli Stati avranno approvato le nozze gay.

Il famoso caso della coppia aperta era stato trattato anche nella cinematografia nel non molto lontano 1962 con il film “Jules et Jim”, celebre triangolo di Francois Truffaut, nel 2001 con “L’amore a tre” di Alfonso Cuaron, il 2008 vede protagonisti del menage a trois i personaggi di “The Dreamers” di Bernardo Bertolucci e nel recente 2008 gli intrecci di “Vicky Cristina Barcelona” di Woody Allen; storie di intrecci sentimentali, passionali e sessuali  in perfetta sintonia e sincronicità emotiva come i nostri attuali poliamoristi di conseguenza, niente di nuovo sul fronte relazioni.

Analizzando il punto di vista di questi ultimi,  rendere  partecipe il partner di eventuali relazioni extra, ha un risvolto positivo: il problema della bugia sparisce, niente più scuse o escamotage dell’ultimo minuto per scappare dall’amato di turno; si vive il rapporto nella completa onestà e trasparenza. Altro tema scottante, ansiogeno, ma di facile superamento, secondo i dettami dei poliamori, è la gelosia che nasce con la nostra infanzia, dalla paura dell’abbandono o di essere derubati di quel qualcuno a cui erroneamente affidiamo in toto la nostra esistenza, con questa sorta di ‘condivisione dell’altro’ si acquisisce una maggior autostima e aiuta a  comprendere che si è preziosi indipendentemente dalle scelte dell’altro o dell’altra.

Chiaro che in questo ‘gioco’ del poliamore c’è sempre una relazione primaria e stabile con tanto di figli, amici, parenti preventivamente informati sulle scelte di vita della coppia aperta e delle eventuali relazioni in atto all’infuori del focolare domestico che piano piano si allarga smantellando conflitti e paure. E fino a qui il lato positivo è la sincerità verso il/i partner, poche complicazioni, anzi un coinvolgimento autentico affettivo con tutti……della serie – volemose tutti bene -.  Si perché se la Giovanna diventa noiosa sotto le lenzuola puoi sempre fare un salto da Irina, informando la povera Giovanna che approverà consenziente la decisione, e poi magari la sigaretta la fumi da Concetta, a meno che non sia impegnata a teatro con Mario……perdonate l’ inevitabile ironia; ma in fondo è solo quello che si fa dalla notte dei tempi l’unica differenza sta nel ‘comunicare gli spostamenti’.

Non era più o meno quello che accadeva nelle comuni degli anni 70,  in termini di rapporti?

Ma sarà questa l’ evoluzione della società?  O è solo una  presa di coscienza collettiva che la fedeltà non esiste? O una decadenza dei ruoli ed a quali identità apparterranno le future generazioni?

Cosa spinge una persona a fare questo tipo di scelta, la ricerca negli altri di qualcosa che lo completi o semplice capriccio, noia? Pare, che innamorarsi di più persone contemporaneamente non comprometta l’affetto e l’amore che si prova per il coniuge o compagno effettivo, bensì rafforzi il legame perché la libertà di condividersi rende meno costretti, obbligati e stigmatici e permette alla scelta.

Questo tipo di ‘rivoluzione poliamore’  che si sta diffondendo potrebbe smantellare le fondamenta della società fino ad ora creata sui valori della famiglia, con non poca preoccupazione degli psicologi che si trovano a dover porre ordine a qualche sconfusionato, che ha bisogno di decidere quali gusti sessuali mantenere.

Altra ispirazione dei suddetti è che questo nuovo modello di famiglia allargata, in questi tempi di precario benessere, possa essere utile a sostenersi in modo reciproco, cosa già in uso nelle famiglie  cosiddette ‘vecchio stampo’  patriarcali e numerose dove l’aiuto di tutta la famiglia era sottinteso.

Siamo fortunatamente dotati di libero arbitrio e la scelta dell’etica  con cui vivere sta nella consapevolezza e nella percezione che ognuno ha di se stesso.

di Carla Manica

 

 

Fonte: http://www.mattinonline.ch/kyenge-poligamia-rapporti-societa/www.ImolaOggi.it

 

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