A nessuno piace invecchiare, specialmente alle donne a cui, dopo una certa età, si dice sia preferibile non farlo notare. Il genere femminile infatti è da sempre più propenso a patire dei cambiamenti del proprio corpo, specialmente in un primo momento quando non può controllarli. In menopausa le trasformazioni fisiche trascinano con loro anche dubbi psicologici, che passano dalla non accettazione del proprio corpo alla consapevolezza di dover adottare uno stile di vita diverso.

La menopausa – questa sconosciuta da molti considerata alla stregua di una malattia – non si esaurisce al fenomeno biologico in sé, ma è sia un passaggio alla vecchiaia sia un cambiamento con conseguenze nella vita sociale delle donne e nei loro rapporti interpersonali. Si deve ricreare una nuova immagine di sé, affrontare l’impossibilità di avere figli e imparare ad accettare i segni del tempo.

La giornalista Rose George ha scritto sul Guardian un articolo specifico e soddisfacente su come trattare sintomi e conseguenze partendo dalla sua esperienza personale, ma soprattutto ha sottolineato due questioni fondamentali: che spesso i rimedi consigliati dai medici per combattere i sintomi sono grossolani e che tale condizione delle donne è spesso trascurata.

Fino al 2002, infatti, alle donne in menopausa i medici consigliavano una terapia ormonale, basata sulla convinzione di alleviare i disagi ma anche di prevenire una serie di malattie direttamente connesse, quali quelle cardiovascolari e l’osteoporosi. Il trattamento è a base di quegli ormoni, in particolare gli estrogeni, che le ovaie producevano autonomamente. Con lo svilupparsi delle ricerche si è giunti a nuove terapie di tipo omeopatico che possano compromettere il meno possibile l’organismo cercando comunque di alleviare i disturbi.

Poiché è essenziale che ci sia a livello generale più attenzione verso il problema, è stato realizzato da Ymea con il patrocinio della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) realizzato il progetto Menopausa Niente Paura. Dall’1 marzo al 31 maggio c’è la possibilità di richiedere visite gratuite e di incontrare e parlare con gli esperti nei punti d’incontro aderenti all’iniziativa.

Il progetto nasce in parte con la volontà di rispondere a paure e preoccupazioni delle donne e ad aiutarle ad affrontare l’impatto del cambiamento ormonale sui rapporti con sé e con gli altri, d’altra parte è un modo per monitorare il problema, approfondire l’approccio dei medici e fotografare la realtà nel nostro Paese. È possibile richiedere la propria visita gratuita e accedere a tutte le informazioni sul sito www.menopausa.com

di Ingrid Salvadori

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