MINORENNI E ALCOLICI: TRA TRADIZIONE E LEGGE

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Alcolici e minorenni? La legge italiana e anche quella trentina sono molto precise in merito. Si tratta di alcune norme che regolano il comportamento di clienti e di venditori, in modo da far sì che i minorenni non siano oggetto di compravendita alcolica, una normativa che tende a difendere la salute e la sicurezza.

Accade così a Cavalese che per la sera della Pasqua una giovane sia stata ricoverata per malore in seguito all’assunzione di alcolici, un fatto che per la legge trentina viene punito con una sanzione amministrativa pecuniaria che va dai 500 ai 5.000 euro. Poiché la giovane è sedicenne.

Inoltre sempre la normativa prevede che pubblici esercizi o convenzionati per la somministrazione al pubblico, debbano esporre esplicitamente un cartello per indicare che i minorenni non possono bere alcolici, nemmeno gratuitamente, se sono di loro proprietà e li consumano in luogo pubblico possono essere multati con ammenda pecuniaria dai 50 ai 500 euro. Dal Luglio 2013 vi sono state modifiche in merito.

Come fare per difendersi se si è un gestore: la cosa più semplice è chiedere il documento d’identità nel caso di dubbio. Per i minori tra i 14 e i 18 anni il divieto è regolato dalla norma, per i minori di 14 anni raddoppia. Per i minori di 16 anni il rischio è anche penale. Non solo amministrativo e pecuniario.

Sfatando un mito comunemente diffuso: uscire in compagnia di amici maggiorenni o di persone di fiducia, che mettono a disposizione alcolici, non salva dalla multa, ma devia la sanzione dal gestore alla persona responsabile, non è poi chiarito se questo divieto riguardi anche i genitori o chi ne fa le veci.

Un’altra modifica alla legge è stata fatta: la birra è tendenzialmente considerata poco alcolica, tuttavia non sarebbe ammessa. Anche se per chi ha più di 16 anni consumare birra è ritenuto normale, mentre in alcuni casi vi sono testimonianze di minori che bevono cocktail e superalcolici.

La normativa italiana è anche più rigida, poiché per i casi che non sono contemplati e per la vendita ai minori di 16 anni di alcolici, in alcuni casi, inserisce la natura “penale” dell’azione.

I genitori dovranno allora fare attenzione quindi non solo alla somministrazione, vendita e consumo, ma anche a pubblicare le foto su facebook di figli, amici e parenti ubriachi nei locali pubblici, dato che “errare è umano e perseverare diabolico“.

 

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