MOVIDA: TRENTO NORD POLO DEL DIVERTIMENTO?

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Parte la ricerca da parte del sindaco Andreatta e suoi assessori, per individuare un’area da destinare alla “movida”. Individuata Gardolo, che dopo l’abitato, risponderebbe a questo tipo di esigenza: una zona da destinare a chi ha voglia di divertirsi senza disturbare nel centro storico e zone limitrofe, eliminando così le problematiche legate alla convivenza tra diritto allo svago e diritto al riposo. Il sindaco ammette che in quanto città universitaria, Trento deve offrire agli studenti anche momenti di sfogo.
L’area dovrà rispondere a precise caratteristiche: essere raggiungibile con mezzi pubblici, ed essere lontano da grandi insediamenti abitativi. Ci chiediamo se saranno quindi inserite corse speciali per giovani clienti e avventori e se le corse potranno essere usate anche dai lavoratori dei turni notturni che quotidianamente fanno la spola da Trento Nord a Trento Sud.
Torna inevitabilmente alla memoria il Gasoline Road Bar, che nonostante si trovasse nel bel mezzo della zona industriale, a Spini di Gardolo, ha comunque subito controlli e verbali periodici.
Per la questione sicurezza dei vicoli della Portela e piazza S. Maria Maggiore, riferisce di aver rimosso le panchine, che presto saranno sostituite da sedie. Sottolinea che mai più saranno tollerate situazioni di microcriminalità, il che lascia pensare che fino ad oggi non sono state prese delle vere e proprie risoluzioni strette e saranno insediate telecamere e assicura un incontro a breve con il Comitato per la rinascita di Torre Vanga.
Si dichiara inoltre soddisfatto della collaborazione nata con gli operatori economici che hanno accolto la richiesta di servire la birra in bicchieri di carta, onde evitare feriti in caso di rissa.
Non una città militarizzata quindi e qui precisa che nemmeno la zona che ospita la sede di CasaPound lo è, ma che sono solo intensificati i controlli, su sua precisa richiesta al questore Giorgio Iacobone, la cui risposta è stata soddisfacente.
Sempre secondo il sindaco Andreatta, non esisterebbe alcuna emergenza sicurezza, ma che si vuole garantire il diritto di tutti al riposo e al relax. Tuttavia dal nostro sopralluogo non possiamo che dissentire. Aggiunge che la polizia municipale, se necessario, dovrà applicare con più severità le norme che puniscono chi mette in atto comportamenti che disturbano lavoratori e abitanti del quartiere, ma rifacendoci alle stesse parole del Primo cittadino il sospetto è che fino a questo momento non siano semplicemente state applicate le normative sulla sicurezza e sulla quiete pubblica.
Per concludere, pare che il sindaco si sia accorto che le regole vanno rispettate, e trova rassicurante che durante una rissa non vi siano bicchieri di vetro. Noi rispondiamo che l’intensificazione dei controlli non dovrebbe essere fatta nei pressi di una sede di ragazzi che si incontrano per pacifici dibattiti, ma sarebbe meglio intensificarli in zone a rischio vera criminalità.

Chiara Mazzalai

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