NAPOLITANO: ANNO NUOVO CON SERENITA’ E CORAGGIO

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Non poteva che epilogare in un buon auspicio, il Discorso agli italiani che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, a breve probabilmente dimissionario, si è trovato a fare a un popolo italiano in ginocchio e con le costole spezzate, per parlare per metafore.

Un buon discorso, l’unico che potesse fare un Presidente, che ha portato le parole della gente comune, che scrive ai politici chiedendo e implorando aiuto, per spiegare a chi ancora non vuole sentire, che cosa sta succedendo alla gente, al popolo, ai disoccupati e agli esodati, ai vecchi e ai giovani inoccupati. Nell’epoca dei Social Network e di internet, parole chiarissime anche dal Quirinale, per ridare agli italiani quello che gli spetta, rilanciando il paese in modo serio e stabile.

Il 2014 deve essere un anno migliore, auspica il Presidente Giorgio Napolitano nel consueto discorso di fine anno agli italiani, segue una lista di lettere disperate che sono arrivate al presidente per chiedere aiuto a superare la crisi economica, i problemi sociali, le difficoltà insormontabili della povertà galoppante.

Sono così parte del discorso anche le parole degli italiani, degli esodati, dei disoccupati. Il sacrificio deve essere anche della politica, ha detto, riferendosi ai finanziamenti ai partiti e alle spese delle gestione delle province.

Tutto il sacrificio va fatto anche per i giovani, che sono gli artefici del futuro, da cui tutti dipendiamo, anche in questo caso sono state le parole della civitas a parlare, per Napolitano, che in questo modo ha voluto sottolineare l’operosità e il coraggio degli italiani, che si sono fatti coinvolgere dalle opere del volontariato e del servizio.

Per quanto riguarda la politica sono state citate le riforme sulla Stabilità, la Legge elettorale e la Manovra Finanziaria. Quello che è emerso dal discorso del Presidente è una sottolineatura della necessità di dare forme di garanzia dopo l’esito del voto democratico, per riuscire a frenare le Crisi di Governo. Infine un’attenzione a livello internazionale ai militari che sono attivi nelle zone di guerra, sottolineando l’aspirazione alla pace della Repubblica Italiana.

Confermando poi le sue possibili dimissioni a breve, ha concluso dicendosi attento alle critiche ma lontano dagli interessi di quartierino, da cui non si lascerà intimidire, minacciare o calunniare. Garantendo la sua presenza fino a che servirà ha concluso: «Confido, così facendo, nella comprensione e nel consenso di molti di voi. Spero di poter vedere nel 2014 decisamente avviato un nuovo percorso di crescita, di lavoro e di giustizia per l’Italia e almeno iniziata un’incisiva riforma delle istituzioni repubblicane».

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