Omicidio stradale: Pellegrino (FDI-AN): la Camera approvi il Decreto

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“Dai dati resi noti ad ottobre sugli incidenti accaduti a Roma nel II semestre 2014 emerge che la Capitale mantiene ancora la maglia nera fra le città italiane per numero di sinistri su strade urbane. Le fasce che fanno registrare maggiori incrementi di decessi per investimento sono tra gli 80 e i 90 anni, ma aumentano anche le vittime tra giovani e bambini in tenerissima età (0-4 anni).

Sulle strade extraurbane la distrazione si conferma la prima causa di incidente, seguita dalla velocità troppo elevata e dal mancato rispetto delle distanze di sicurezza, mentre in città causano il maggior numero di sinistri l’inosservanza dei semafori, la velocità elevata e la distrazione. “
Questa la dichiarazione di Cinzia Pellegrino (Referente dell’Area Tutela Vittime della Violenza di Roma Capitale e Responsabile Nazionale del Settore Vittime dello Stato di Fratelli D’Italia – AN) nel comunicare l’adesione del Dipartimento romano del movimento di Giorgia Meloni – che nel 2013 portò per prima in aula la proposta di legge – alla manifestazione di oggi in piazza Montecitorio.

“Anche da questa analisi dei dati, pertanto, non possiamo non renderci conto che i morti dovuti agli incidenti stradali non sono una fatalità non prevedibile, ma che anzi si devono alla cosciente inosservanza di alcune regole fondamentali, previste anche dal codice della strada. Non possiamo, ugualmente, non rilevare in questi comportanti ‘distratti’ una responsabilità consapevole, che va perseguita come tale a norma di legge.
E’ per questo che oggi come Movimento saremo davanti Montecitorio al fianco di Marina Fontana e delle associazioni per le vittime della strada, per sollecitare l’approvazione da parte della Commissione Giustizia del disegno di legge – proposto nel 2013 proprio da Fratelli d’Italia – che introduce gli specifici reati di “omicidio stradale” e “lesioni personali stradali”.

Il Senato aveva dato il suo ok definitivo già tre mesi fa. Non possiamo ancora temporeggiare, considerando che per strada contiamo 500 sinistri al giorno e 11 morti all’ora, l’ultimo accaduto proprio l’altra notte nell’hinterland romano, quando un cittadino romeno ha ucciso in uno scontro frontale una donna di 66 anni. L’uomo è risultato positivo all’alcool test e con la normativa vigente sarà indagato esclusivamente per omicidio colposo.

Non possiamo ancora permettere che lo Stato italiano si renda compartecipe di una insana ingiustizia che colpisce doppiamente i familiari delle vittime, i quali affrontano un doppio dolore: quello della perdita di un congiunto e quello dell’impunità dei colpevoli, troppo spesso lasciati liberi o avvantaggiati nel processo da norme che non considerano l’intenzionalità del reato. Le leggi attuali permettono infinite scappatoie a partire dall’applicazione della condizionale che di fatto rende le pene nulle.

Non ci sentiamo giustizialisti, ma pretendiamo più equità nel giudizio, il quale deve considerare le aggravanti di questi comportamenti (come l’uso di alcool e droghe, la velocità folle e l’uso indiscriminato del cellulari mentre si è alla guida) e garantire l’assoluta certezza della pena, affinché quest’ultima diventi un effettivo deterrente alle condotte irresponsabili di quanti con troppa superficialità mietono vittime innocenti.

Pretendiamo di non imbatterci più in sentenze disumane, come quella della Corte di Cassazione che annullò la condanna a 21 anni di un uomo che uccise quattro ragazzi francesi dopo aver guidato contromano in autostrada in stato di ebbrezza per 30 km.

In ultimo – conclude la Pellegrino – sottolineiamo ancora una volta che gli incidenti stradali sono la prima causa di morte e di invalidità permanente per i giovani. Uno Stato che si ritenga tale non può abbassare la guardia su questa piaga sociale e deve invece sollecitamente ripristinare la sua funzione di garante dei principi di equità e libertà, attraverso l’adozione di norme che concretamente tutelino i diritti fondamentali, primo fra tutti, il diritto alla vita.”

 

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