“Ho pensato che il mio cinema potesse avere degli elementi in comune con l’anima del suo messaggio. Non ho voluto fare un film su lui come persona. Non è una biografia di Papa Francesco, è una biografia delle sue idee e queste idee sono molto vicine al mio cuore”. Lo ha detto il regista Wim Wenders, in un’intervista a Tv2000 realizzata da Fabio Falzone, presentando il film ‘Papa Francesco. Un uomo di parola’ proiettato in anteprima mondiale al 71° Festival di Cannes.
“E’ stato uno dei momenti – ha sottolineato il regista tedesco – più importanti della mia vita. Avevo iniziato la preparazione già due anni prima e scritto l’ossatura del film prima di conoscere Papa Francesco. La prima volta che l’ho incontrato è stato per una lunga chiacchierata di due ore ed ero molto preoccupato ma dal momento che ha fatto il suo ingresso nella stanza ho capito che non c’era motivo di esserlo. È stato estremamente disponile e gentile e con una presenza fortissima. Capisci subito che è un uomo dalla presenza forte e capace di fare centro nel cuore della gente. Dopo due minuti tutti noi non avevamo più alcun nervosismo ma solo la voglia di vivere questo momento. Non c’erano telefoni o distrazioni era lì per noi. Sono state due ore speciali e già non vedevamo l’ora di incontrarlo di nuovo”.
“La mia ideaha proseguito Wendersera che Papa Francesco parlasse direttamente alla gente, mentre io non appaio nel documentario mi limito a narrare. Il Papa ha avuto un rapporto personale e diretto con gli spettatori guardando dentro la macchina da presa per stabilire con il pubblico un contatto diretto con lui. Francesco davvero sa come parlare alle persone, dice cose semplici e al tempo stesso profonde e per questo la gente lo ama e lo segue”.
“Certo il Festival di Cannesha aggiunto Wenders – non è un evento religioso qui ci sono la mondanità, i ricchi e molti dei temi vanno esattamente all’opposto di quello che ci dice Papa Francesco. Per questo è importante che il film che venga proiettato qui. È come un contrappasso all’immagine di tanti altri film del Festival”.
“Non dimenticherò mai i suoi occhi – ha concluso Wenders – il modo in cui Papa Francesco ti parla e il modo in cui ti senti a tuo agio e bene. Quando ti guarda si stabilisce subito un legame vero, diretto tra le persone e questa è l’unica cosa che davvero conta: come ci guardiamo gli uni con gli altri. Il suo messaggio è semplice, chiaro e diretto. Se non trattiamo il nostro prossimo con rispetto non possiamo richiedere che gli altri facciano lo stesso nei nostri confronti. Lo ripete infinite volte in questo film: apparteniamo tutti alla stessa famiglia e l’unico modo per sopravvivere ad affrontare le difficoltà della vita è farlo insieme, come famiglia del genere umano”.