PERCHE’ LA TASSA SULLA “PAUSA CAFFE'” E’ ASSURDA

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Pura idiozia. Ci scusiamo per il francesismo, ma non vi sono parole più adatte a commentare l’intenzione, a partire dal 1° gennaio, di aumentare il prezzo di circa il 6%, adeguandolo all’aumento Iva dal 4 al 10%, anche per le “macchinette” collocate in edifici pubblici. La scarsa per non dire inesistente sensatezza di questo provvedimento risiede nel fatto che maggiorare la tassazione sulla distribuzione automatica, di fatto significa andare a prendersela con coloro che lavorano o comunque con quanti, pur di stringere la cinghia, si accontentano di un caffè di minor qualità rispetto a quello servito al bancone del bar. In ogni caso, dunque, trattasi di vigliaccata in piena regola.

E onestamente fa specie che uno Stato già onnivoro e spendaccione – e una politica che si taglierà la paghetta solo a partire dal 2017: altro che gennaio 2014! – arrivino a tanto ancor prima di mettere seriamente mano agli sprechi di questo Paese, alle pensioni d’oro e quant’altro. Perché se da un lato è vero che i costi della politica, nemmeno se azzerati, rilancerebbero l’economia, d’altro lato è altrettanto indubbio come un segnale sarebbe importante offrirlo: e quel segnale, va da sé, non può essere il balzello sulle “macchinette”. Dopo non stupitevi, cari parlamentari che vi ristorate alla bouvette, del successo dei movimenti di protesta e del fatto che la gente, esasperata, tende a perdere la testa: l’avete voluto voi.

Giuliano Guzzo

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