POVERA ITALIA: UN LAUREATO SU QUATTRO È SENZA LAVORO

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Che la situazione occupazionale italiana fosse pressoché disastrosa non è di certo una novità. Ma i nuovi dati non sono di certo incoraggianti, anzi. Il consorzio universitario ha tracciato un quadro catastrofico: dal 2008 ad oggi la percentuale di neolaureati che cercano occupazione non solo è aumentata, ma è addirittura raddoppiata.

Un laureato su quattro è senza lavoro. Nello specifico, secondo i dati, per architetti, medici, veterinari e laureati in giurisprudenza, la percentuale è triplicata. L’indagine del consorzio ha coinvolto quasi 450.000 laureati, di tutti i 64 atenei che fanno parte della suddetta associazione.

Tuttavia non sono solo i dati sulla disoccupazione a causare scandalo: anche le retribuzioni sono diminuite. Nel 2008 un giovane al primo contratto guadagnava 1.300 euro al mese. Nel 2013, invece solo 1000. E’ una considerevole diminuzione del 20 per cento circa.

Ed è forse a causa di questi tristi dati che l’Italia è al di sotto della media OCSE e dell’UE per la percentuale di giovani iscritti all’università. I neodiplomati infatti che scelgono di intraprendere una carriera universitaria sono attorno al 30 per cento, percentuale ben lontana dal “goal” di raggiungere entro il 2020 il 40 per cento di laureati nella popolazione tra i 30 e i 34 anni.  Ad oggi, i laureati tra i 25 e i 34 anni, in Italia sono solo il 21 per cento, e ci tocca affrontare stime ben più alte negli altri Paesi: 59 per cento in Giappone, 47 in Regno Unito, 43 per cento in Francia e Stati Uniti.

Andrea Gelich

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