Giampaolo Rossi, consigliere d’amministrazione della Rai, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la Notizia” condotta da Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

 

Sulle polemiche per la nomina di Foa a presidente Rai. “Ogni volta che si parla di Rai e che si affronta il tema del cambio di vertici del servizio pubblico, è normale che ci siano polemiche politiche –ha affermato Rossi-. In questo caso mi sembra che abbiano un po’ superato il limite perché nei confronti di Marcello Foa si è scatenata una sorta di guerra santa, ben al di sopra di quella che è la funzione della presidenza Rai che con la nuova legge tende a trasferire quasi tutti i poteri decisionali sull’amministratore delegato, quindi il presidente dell’azienda ha un ruolo sì importante ma molto più di rappresentanza rispetto al passato. E poi ho trovato francamente eccessive queste polemiche nei confronti di un grande professionista, un intellettuale libero e liberale, un giornalista competente apprezzato anche a livello internazionale che per un mese è stato fatto oggetto di un linciaggio mediatico e politico inaccettabile. Foa è un uomo che conosce il mondo dell’informazione, il mercato dei media e quindi averlo tenuto sulla graticola per settimane e settimane con articoli in alcuni casi infamanti che andavano a spulciare presunte idee politiche, come se chi sedeva in passato nel cda Rai non avesse avuto le sue idee politiche. E non deve rispondere delle idee politiche, deve rispondere del modo in cui svolge la sua funzione super partes all’interno del servizio pubblico radiotelevisivo. Foa è sicuramente un presidente di garanzia, perché la sua storia lo dimostra chiaramente, perché il suo ruolo è di rappresentanza dell’azienda pubblica e perché comunque sia questo intero cda della Rai è stato nominato con una nuova legge voluta dal governo precedente, quindi risponde pienamente ai criteri di professionalità, competenza e imparzialità previsti dalla legge stessa”.

 

L’informazione in Rai. “Il tema delle fake news è uno dei temi portanti del dibattito contemporaneo quando si parla di informazione in Italia –ha dichiarato Rossi-. Io sono convinto che il vero problema delle fake news del nostro tempo non è tanto quello delle presunte o vere fake news che nascono da forme marginali di controinformazione, il vero problema è stato in questi anni, in tutto l’occidente, la produzione quasi sistematica di fake news del mainstream. I primi produttori di fake news negli ultimi decenni sono stati quelli del mondo dell’informazione alta, quindi i grandi broadcaster, le grandi reti televisive, i grandi giornali. Dalle famose armi chimiche di Saddam, fino alla narrazione surreale della guerra in Siria, noi abbiamo assistito spesso a un processo di manipolazione della realtà. Anche la Rai in questi anni è scivolata in questo meccanismo di alterazione in parte indotto dalle fonti che arrivano in occidente, in parte perché non pienamente consapevole di quella che può essere una narrazione vera degli eventi storici. Si può cambiare, è un lavoro che si può fare, perché in Rai c’è un corpo giornalistico estremamente valido e qualificato. Questo è anche un modo per ridare valore al servizio pubblico”.