Sanremo, esposto dell’Antitrust. Di Maio: “Nel 2020 solo televoto”

La classifica finale di Sanremo 2019 finisce sul tavolo dell’Antitrust. Il Codacons depositerà domani un formale esposto all’Autorità per la concorrenza denunciando il meccanismo di voto dell’ultima serata del Festival, che ha di fatto annullato le preferenze espresse dal pubblico con possibile danno economico per i cittadini.

Nella finalissima di sabato infatti il cantante Ultimo è risultato essere il più votato dal televoto, ottenendo il 46,5% dei voti del pubblico, addirittura 30 voti percentuali in più rispetto al vincitore Mahmood, che ha ottenuto solo il 14,1% delle preferenze. Nonostante tali numeri schiaccianti, il voto della sala stampa e della giuria d’onore ha ribaltato la classifica del televoto, assegnando la vittoria al rapper milanese.

Ma così facendo, secondo il Codacons, il voto del pubblico da casa è stato di fatto annullato e umiliato, con conseguenze enormi sul fronte economico: il voto tramite sms, infatti, aveva un costo di 51 centesimi e poteva essere inviato fino a un massimo di 5 volte. Ma il televoto è stato, di fatto, reso inutile dalla decisione della Giuria.

Secondo il Codacons, la votazione potrebbe addirittura rappresentare una fattispecie di pratica commerciale scorretta ed è per questo che è stato depositato l’esposto per fare chiarezza.

Non sono mancate reazioni su questo fronte da parte anche del mondo della politica. Se Matteo Salvini ha semplicemente espresso il suo dubbio per la decisione, sottolineando la sua preferenza per Ultimo, più a fondo è sceso Luigi Di Maio.

Con un lungo post su Facebook, il Ministro del Lavoro ha rimarcato la sua preferenza per Simone Cristicchi ed è poi intervenuto sulla finalissima. “Più che sulle canzoni preferite di ognuno, vedo che c’è un gran dibattito sul vincitore di Sanremo perché la Giuria, composta da critici musicali del calibro di Beppe Severgnini e la sala stampa hanno totalmente ribaltato il risultato del televoto“.

Non ha vinto quello che voleva la maggioranza dei votanti da casa, ma quello che voleva la minoranza della Giuria, composta in gran parte da giornalisti e radical chic” continua il Ministro. “Questa gente è sempre più distante dal sentire popolare e lo hanno dimostrato anche nell’occasione di Sanremo“.

Faccio i miei complimenti a Mahmood, a Ultimo e a tutti gli altri. Ringrazio Sanremo perché quest’anno ha fatto conoscere a milioni di itaiani la distanza abissale tra popolo ed élite, tra le sensibilità dei cittadini comuni e quelle dei radical chic” continua Di Maio, che fa una proposta per Sanremo 2020. “Per l’anno prossimo, magari, il vincitore si potrebbe far scegliere solo col televoto, visto che agli italiani costa 51 centesimi“.